Ritratto della giornalista Sylvia von Harden

“Io devo dipingerti! Io semplicemente devo!…Tu rappresenti un’intera epoca!”

“Così, tu vuoi dipingere i miei occhi smorti, le mie orecchie ornate, il mio lungo naso, le mie labbra sottili; tu vuoi dipingere le mie mani lunghe, le mie gambe corte, i miei piedi grandi- cose che possono solo spaventare la gente  e rallegrare nessuno?

“Tu ti sei caratterizzata brillantemente, e tutto quello che porta ad un ritratto rappresentativo di un’epoca non riguarda la bellezza esterna di una donna, piuttosto la sua condizione psicologica.”(1)

‘I must paint you! I simply must! … You are representative of an entire epoch!’
‘So, you want to paint my lacklustre eyes, my ornate ears, my long nose, my thin lips; you want to paint my long hands, my short legs, my big feet—things which can only scare people off and delight no-one?’
‘You have brilliantly characterized yourself, and all that will lead to a portrait representative of an epoch concerned not with the outward beauty of a woman but rather with her psychological condition.'(1)

1926 olio su tavola(120×88), Centre Pompidou, Parigi

Quando ho visto questo ritratto lo scorso Ottobre al Pompidou, ne sono rimasta particolarmente colpita per la sua forte carica comunicativa. Si tratta di una delle migliori opere di Otto Dix, maggiore esponente della corrente della Neue Sachlichkeit (Nuova Oggettività). I dipinti di Dix sono aperte proteste contro gli orrori della guerra, e spesso rappresentano lavoratori, mutilati e prostitute. In questo ritratto invece, egli cerca di racchiudere il fascino decadente della Germania della Repubblica di Weimar. Dix è consapevole del mutamento dei tempi, e vuole che il soggetto divenga espressione di una società che si avvia alla modernizzazione.

When i saw this picture last October in Paris,i completely felt in love with it because it has a strong communicative charge. Continua a leggere