Lady in yellow

Erano gli inizi del XX secolo quando, in una Vienna in piena trasformazione, un gruppo di pittori e architetti decidono di staccarsi dall’Accademia di Belle Arti per formare un gruppo autonomo, dotato di una propria indipendenza e di una propria sede: il palazzo della Secessione Viennese. Max Kurzweil è uno di questi e diventerà editore e illustratore della rivista ufficiale della secessione, Ver Sacrum.

Nel 1899 dipinge questa Donna in abito giallo, Martha, sua la moglie.

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It was the beginning of the twentieth century when, into a evolving Vienna, a group of painters and architects decided to break away from the Academy of Fine Arts to form an independent group, with its own independence and their own building: the palace of the Viennese Secession. Max Kurzweil is one of these and become a publisher and illustrator of the official magazine of secession, Ver Sacrum.
In 1899 he painted this woman in yellow dress, Martha, his wife.

Free association #7… Tagli

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Simone Rocha ss 2014                               Lucio Fontana “Concetto spaziale, attese” 1959

L’irriverenza, ecco cosa hanno in comune Rocha e Fontana.

La prima rompe il candido, il femminile con questi tagli che, per contrasto, sanno di rude, di mascolino, in una collezione che è tutta un’armonica antitesi!

I tagli del secondo rompono invece con i tradizionali concetti di scultura e pittura, opponendosi alle regole convenzionali in una continua tensione fra spettacolarizzazione e purezza.

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Santa Maria Novella inspired

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L’altro pomeriggio ho deciso di perdere tempo così!

Pensando agli elementi e alle geometrie della facciata di Santa Maria Novella, ho provato a fare questo esperimento!

Un’intero outfit S.Maria Novella inspired!

Che ne pensate?

In fin dei conti queste stampa a righe va così tanto per questa stagione!

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Free associations #2 La infanta

eliee saab hc 2013Elie Saab Haute Couture S-S 2013            Velasquez Las Meninas olio su tela 1656

Appena ho visto la sposa di Elie Saab, ho pensato all’infanta Margherita, alla Spagna, al Prado… un abito principesco che diventa subito protagonista della scena, proprio al contrario del quadro di Velasquez in cui i protagonisti siamo noi!

Tra una ricerca e l’altra ho anche scoperto un interessante frammento della storia della moda, il guardinfante, e voi lo conoscevate?

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Fashion and Architecture…Hussein Chalayan

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Parlare di una commistione di moda e architettura sarebbe riduttivo. Il lavoro di Chalayan è  un mix esplosivo di arte, moda, design, installazione, cinema e architettura che non ha paura di trasportarci in un’altra dimensione.

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Il suo progetto di tesi intitolato The Tangent Flows prevedeva una serie di abiti precedentemente sepolti che, una volta dissotterrati, mostravano gli effetti della decomposizione naturale. Con degli esordi così, non non vi sembrerà strano il fatto che venga appellato “il professore matto” della moda britannica.

Dal 1994 è in continua sperimentazione, ma l’uso innovativo dei materiali, la meticolosità dei tagli, la critica culturale e politica non gli bastano. Nel 2000 stupisce tutti con Before minus now, presentando abiti fatti con materiali utilizzati nell’areonautica che cambiano forma attraverso fotocellule. Sperimentazione questa che era già iniziata l’anno precedente con la collezione Echoform.

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Schermata 2012-12-14 a 02.14.46Ed è sempre nel 2000 che Chalayan esplora il concetto di architettura-indossabile con la collezione Afterwords. La passerella diventa un palcoscenico la cui scenografia e i cui mobili si trasformano letteralmente in abiti. Attingendo dai suo ricordi infantili, che l’hanno visto trasferirsi da Cipro a Londra, si ispira alle grandi migrazioni avvenute durante la guerra del Kosovo ed ai traslochi di intere  famiglie che tentavano di portare con loro (in maniera anche rocambolesca delle volte),l’intera casa. Che volesse insinuare che ormai facciamo dei vestiti la nostra casa mi sembra più che evidente. E’ così che il tavolino diventa gonna, le fodere delle poltrone vestito e l’intera poltrona valigia.

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Prosegue poi nel tempo continuando ad  inserire performance artistiche all’interno delle sue sfilata di modo che ogni scelta affrontata ed ogni tema toccato venga reso ancora più esplicito. Lo fa  nel 2001 con Ventriloquy. 

ventriloquyNel 2003 con Kinship Journeys in cui ritorna prepotente il tema del viaggio.

1chalayan1tumblr_lb2ehgJxyv1qbrj0ro1_500Nel 2006 con Heliotropics e Repose gli abiti sono sagomati come oggetti e diventano gioco e riposo, proprio come le spalliere di comodi divani.

Untitled-1Nel 2007 Chalayan lascia di nuovo tutti a bocca aperta con degli altri abiti “morphing” pronti a cambiare forma da un momento all’altro, come dotati di vita propria.

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Sperimentazione che approfondisce nell’autunno-inverno del 2007 con Airborn, alla quale aggiunge però  una inaspettata novità applicando ai tessuti la tecnologia d’avanguardia di 15.000 luci LED combinate a cristalli Swarovski.

Untitled-1hussein-chalayan-at-the-design-museum-p2-hc-airborne-aw-2007-creLa psichedelia continua nel 2008 con Readings e con il trionfo finale di luci laser, una moda fantascientifica e tecnologica che riesce a sensibilizzare anche su tematiche ambientali!

7b_chalayan_readings_ss_2008“Intendendo il corpo e la moda come una sorta di scienza” dice, ed infatti proprio nel 2009 introduce il concetto di movimento, che viene paradossalmente congelato all’interno dell’abito stesso con gli abiti windlown della collezione Inertia in lattice sagomato.

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Per questo  autunno-inverno la sua Black line ha linee più pure ed essenziali, i tagli netti lasciano spazio ad un gioco di superfici sovrapposte, riprendendo un tema già affrontato in più di una collezione precedente, ed i colori neutri sono saltuariamente interrotti da piccoli sprazzi di colore molto accesi.

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Attualmente lavora anche come direttore creativo di PUMA disegnando una propria linea e continuando al contempo a fare dell’arte moda!                                                         Ovviamente ci sono tantissimi altri progetti di cui non vi ho parlato e tantissime altre linee più semplici e “indossabili”, ma mi sembra sempre più interessante capire fin dove una ricerca possa spingersi, da dove nasca l’ispirazione per una collezione, o ancora quali siamo le discipline che possano influenzarla!                                                                            E voi che ne pensate?

Ps. Potete ancora votarci e farci votare per il contest di Grazia a questo link con due velocissimi click!! Vi ringraziamo ancora per il vostro indispensabile supporto! <3

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Mary Katrantzou

Questa collezione non poteva che uscire dalla mente di un Architetto! Ed infatti Mary Katrantzou si è laureata in Architettura negli USA presso la Rhode Island School of Design prima di studiare Textile design. Chi l’avrebbe detto che la piccola Mary (classe ’83) di origini greche avrebbe sfondato nel mondo della moda??  Questa volta l’architettura non ha vestito i luoghi, ma i corpi. Attraverso le stampe di eleganti interni gli abiti hanno la capacità di diventare tridimensionali: applicazioni, parti strutturate, gioielli lampadario fanno si che l’abito non sia un quadro da guardare ma una invitante prospettiva da abitare!  Sono rimasta affascinata dalla storia di Mary (sarò perchè anch’io studio architettura 😉 ) e dalle sue creazioni, che ho scoperto solo recentemente (shame on me!) grazie a Casamica, che l’ha “sbattuta” in copertina, e al blog Electromode, perciò , dal momento che questa è la collezione SS 2011, potete dare un’occhiata all’ultima collezione SS 2013 proprio su Electromode.

PS. Quei gonnellini-lampadario non ricordano anche a voi alcune gonne e abiti Vivietta della collezione SS 2010?

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A casa di… Gaetano Dimatteo

 

Oggi abbiamo il piacere di pubblicare questa intervista a Gaetano Dimatteo che, aprendoci le porte della sua dimora novasirese, ha scambiato due chiacchiere con noi!

Brevemente: Dimatteo è un artista, scenografo e pittore che nasce in quel di Nova Siri nel 1949. Durante la sua attività lavora come scenografo per la Rai e per numerosi teatri italiani. Noto per le sue conoscenze e frequentazioni in campo artistico come Dario Bellezza, Alberto Moravia, Rocco Barocco, Michele Placido, Anna Maria Ortese, ma anche per le sue mostre monografiche su Carlo Levi, Anna Magnani, Luchino Visconti, Maria Callas, vanta numerose opere esposte nei musei di tutto il mondo.

Avendo frequentato l’artista e conoscendo le sue ultime mostre, siamo rimaste affascinate da questa persona così  interessante ed è proprio questo il motivo che ha spinto me e la mia cara amica Elisabetta a fare una chiacchierata con lui per scoprire qualcosa in più rispetto al Gaetano che tutti conoscono!

Sono le 18,30 di un caldo pomeriggio di Agosto e Gaetano ci accoglie nel suo splendido salotto-giardino. Il tavolo che qualche giorno prima era addossato ad una siepe oggi è spostato. “L’ho messo nella posizione più giusta in cui un tavolo deve stare. Al centro” ci dice.

Ci accomodiamo sulle poltroncine di vimini e, mentre ci racconta come è andata la serata precedente, fa capolino in giardino il suo amico giornalista Mario Rivelli. Il suo primo intervistatore. Una casualità. Con un po’ di imbarazzo dopo questo fortuito battesimo, riusciamo a fare la nostra prima domanda.

1.Tutti conosciamo il Gaetano Dimatteo artista. Il Gaetano di oggi. Raccontaci della tua infanzia.

“Ne è passato di tempo, e i miei ricordi sono molto grigi…”

Probabilmente lo fa in maniera inconscia e naturale -penso tra me e me- ma mi accorgo che appena inizia a parlare i suo ricordi si tingono di colori.

“…però quello che ho più chiaro nella mente è il ricordo di mia nonna, Filomena Stigliano. Lei aveva un negozio, una specie di emporio. C’era la salumeria, il tabacchi, la gelateria e la merceria tutto in uno. Se tu entravi e volevi del filo rosso per ricamare, lei aveva una cassettiera dove c’erano tutti questi fili. Il filo nero, il filo rosso, il filo giallo. Ed io, che ero un bambino curioso, ero sempre affascinato da questi cassetti da dove uscivano fili coloratissimi. E poi ricordo di quando con mio nonno facevano i gelati. Con una specie di  paletta d’acciaio giravano insieme tutti gli ingredienti. Giravano e rigiravano. Erano dei sapori genuini. Posso dire che in quel periodo stavo davvero bene con me stesso, anche se ero solo un bambino.”

 2.Quale credi che sia la funzione di un artista all’interno di una piccola comunità e quale il suo influsso sulla cultura e l’estetica del paese?

“Nonostante varie vicissitudini nella mia vita, io sono stata sempre una persona molto libera. Quindi ho guardato con attenzione la crescita di questo paese. Continuerò sempre a dire che noi viviamo in un posto molto bello e importante dal punto di vista ambientale. Basti pensare a quell’angolo tra Basilicata e Calabria sul nostro mare che potrebbe essere una bella cartolina da vendere. Le dune, i fiori. Credo che prima di influire sulla cultura e sulla società di un luogo, bisogna amarlo. Nova Siri va amata!”

3. A proposito di questo, qual è il tuo rapporto con i luoghi? Sappiamo che hai passato un periodo della tua vita a Zante, in Grecia, ed in Germania.

“La mia pittura è una pittura impressionista, l’ho studiata con molta attenzione, anche se mi sarebbe piaciuto molto approfondire la pittura di Sautin e Klimt. Quindi non guardo i paesaggi rurali e agricoli, sono più sofisticato. E’ per questo che il luogo ha molta importanza per me. Durante i miei due anni nella splendida isola di Zacinto e poi nel periodo seguente ad Atene, ho imparato il piacere intellettuale di capire i colori, la natura della Grecia. Tutti sorridono, è una delle terre più belle del mondo. Il mio amico Dimitri mi diceva sempre quanto a lungo un essere umano dovrebbe vivere per conoscere le isole della Grecia. E poi il mio lavoro mi ha portato, con le scenografie, in luoghi nuovi e mai visti. I luoghi sono diventati tanto importanti da trasformarsi in padre, madre, sorella…”

 4. Parlaci invece del tuo rapporto con la moda.

“Qui ho bisogno di fare un ritorno al negozio della nonna, il mondo di colori da cui ero attratto. Ma anche un affascinante mondo di pizzi e di merletti. In quel periodo mio nonno era andato in America a fare il sarto. Era un uomo bellissimo ed elegante. Quando tornò portò a mia madre e a mia zia ciprie, rossetti e piumini, che qui erano delle preziosità, considerando che eravamo sul finire della guerra. Così mia madre iniziò a mettere il rossetto, ed anche io di nascosto mi truccavo e mi mettevo i tacchi. Ecco, penso che abbiate fatto centro chiedendomi di quei ricordi. Penso che sia nata tutta in quel periodo la mia attenzione per i dettagli…”

E continua a non sfuggirgli neanche adesso, penso. Lo si nota dalla sua attenzione agli accessori di oggi: tre fili di perle, un giro di corallo e un cappellino nero con delle delicate paillettes. Ma anche dai cappelli e dalle calzature che decora e che indossa nelle occasioni più importanti.

“…così è nata la prima edizione di Basilicata moda, di cui ho curato la regia e la scenografia. Ricordo Michele Miglionico, Marta Marzotto, che presentò una collezione di gioielli, Rocco Barocco. 20 anni di moda purtroppo mai festeggiati. Ho amato queste cose perchè mi sono sempre appartenute e le ho sempre fatte perchè ne avevo il desiderio.”

“Ora vi mostro l’oggetto più importante e caro che ho, la scatola che mi portò mio nonno dall’America. Aspettate…”

Mentre va a prendere la scatola io ed Elisa ci guardiamo. Ci brillano gli occhi. Siamo lusingate. Avere il privilegio di vedere una cosa così personale!!

 5. Un’ultima  domanda. Cos’è per te la bellezza?

“La bellezza? Due bei vasi di begonie ben sistemati. Oppure i girasoli che mi ha regalato l’altro giorno la mia cara amica Wilma Vernocchi.”

Facciamo qualche ultima foto prima di salutare Gaetano, contente per un piacevole e diverso pomeriggio passato in compagnia!

Elisabetta, the little china-girl 

 I ringraziamenti a Dimatteo sul libro “Luchino Visconti in Basilicata”. (Dimatteo ha curato, prima dell’uscita del libro, una mostra su Visconti)

Potete trovare una biografia più approfondita e i contatti di Gaetano Dimatteo cliccando qui! Oppure contattarlo su facebook cliccando qui!

A little english translation for the foreign readers:

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