L’acrobata

“Mio padre aveva occhi azzurri, ma le sue mani erano piene di calli. Egli lavorava, pregava e taceva. Anch’io ero così taciturno come lui. Che ne sarebbe stato di me? Dovevo restare così per tutta la vita, seduto davanti ad una parete oppure trascinare anch’io barili? Osservai le mie mani. Erano troppo delicate….dovevo cercare una professione particolare, un’occupazione che non mi costringesse a voltare le spalle al cielo e alle stelle e che mi consentisse di trovare il senso della mia vita. Sì, cercavo proprio questo. Ma nella mia patria nessuno aveva mai pronunciato prima di me le parole “arte, artista”. “Che cos’è un artista?” mi chiesi”.                                                                           MARC CHAGALL

“My father had blue eyes, but his hands were full of calluses, He worked, prayed and remained silent. I was silent like him. What would happen to me? Had I to remain in that situation for all my life long, sitting in front of a wall or dragging barrels? I watched my hands. They were too gentle…I had to look for a particular work, a work that wouldn’t force me to turn my back to the sky and to the stars and that would help me to find the sense of my life. Yes, I was searching just this. But in my country nobody knew the words “art,artist”. “What is an artist?” I wondered?                                                                MARC CHAGALL 

L’acrobat, 1930, olio su tela, 65×32 cm, Centre George Pompidou, Paris

“Mi tuffo nelle mie riflessioni e volo al di sopra del mondo”           MARC CHAGALL

“I dive into  my reflections and I fly above the world”                                  MARC CHAGALL    

A small synthesis for the foreign readers: Continua a leggere

MA…Composition in red, yellow and blue

“Costruisco combinazioni di linee e di colori su una superficie piatta, in modo di esprimere una bellezza generale con una somma coscienza. La natura (o ciò che ne vedo) mi ispira, mi mette, come ogni altro pittore, in uno stato emozionale che mi provoca un’urgenza di fare qualcosa, ma voglio arrivare più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se solo le fondamente esteriori!) delle cose… Credo sia possibile che, attraverso linee orizzontali e verticali costruite con coscienza, ma non con calcolo, guidate da un’alta intuizione, e portate all’armonia e al ritmo, queste forme basilari di bellezza, aiutate se necessario da altre linee o curve, possano divenire un’opera d’arte, così forte quanto vero”

“I built combinations of lines and colors on a flat surface, to express an overall beauty with a sum conscience. The nature (or the things i see) inspires me, puts in me, as in the other artists, an emotional state of mind that makes me urgently do something, but I want to arrive so close to the truth to extract everything from it, until i arrive to the foundations (even if they are just the external foundations!) of the things…I think it’s possible that, through horizontal lines and vertical ones, made with conscience and not with calculations, led by an high intuition and brought to the harmony and to rhythm, these basilar shapes of beauty, helped with other lines or curves, can be a masterpiece, as strong as real.”

Piet Mondrian, Composition in Red, Yellow and Blue, 1927, Olio su tela, 61×40 cm, Stedelijk Museum, Amsterdam

Scomporre la realtà per comprenderla è ciò che distingue il contemporaneo dal moderno. Quando Mondrian fonda con Theo van Doesburg il movimento artistico De Stijl, da il suo contributo a rafforzare questo concetto. Pur cercando l’armonia e l’unità nelle sue opere, preferisce all’organicità tipica degli antichi, una frammentarietà che cambierà il mondo, sino a diventare oggi la sua più forte, e a volte triste, caratteristica. La mia riproduzione, di cui questa volta non sono parte integrante, mira a rappresentare l’unità che ricercava Mondrian tramite frammenti e oggetti con i quali ci circondiamo quotidianamente.

Break up the reality to understand it, is what differs the contemporary from the modern. When Mondrian found the artistic movement De Stijl with Theo van Doesburg, he gives his contribution to  make this concept stronger. While looking for the harmony and the unit in his works, he prefers  to the organicity typical of the ancient world, the fragmentary that will change the world, and that will became its most important, and sometimes sad, feature. My work wants to represent this unit Mondrian was looking for through fragments and objects that surround us everyday.

STARRING:

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