Quattro chiacchiere con…Salvatore La Battaglia

DSC05809 2 Le 12:03.

Arrivo con tre minuti precisi di ritardo.

Contati.

Avevo appuntato le mie belle domande sul quadernetto.

La mia quarta domanda sarebbe stata:

 

4.”Sei stato a Firenze, Napoli, Roma, come mai hai deciso di fermarti qui a Nova Siri?”

La quinta:

5.”Come mai Casa Callas? Spiegaci come è nata!”

Beh, perchè iniziare a raccontarvi tutto dalla mia domanda numero 1 se le cose sono venute fuori diversamente?

Iniziamo a chiacchierare.

 

“Sai perchè Casa Callas? Tutto è nato quando ero a Napoli per l’università. Ho voluto unire il vascio napoletano con il nome del citofono di casa di amici, casa Callas appunto. Sai cos’è il vascio?”

“Si, l’ambiente al piano terra che affaccia su strada tipico di Napoli” gli dico.

“Brava, ma non è un semplice ambiente a piano terra che noi useremmo come garage. A Napoli è trasformato in modo barocco in una vera e propria casa per tutta la famiglia. Così unendo un po’ l’idea dell’home-gallery che volevo fare a Napoli, la moglie e il figlio qui, questo ambiente che mi ricorda tanto il vascio napoletano e il citofono di casa Callas degli amici, è nata Casa Callas a Nova Siri! Un laboratorio di idee con una intenzione: un ritorno dell’arte nata a livello anarchico (del pensiero intendo) che non deve ferire e che deve sottolineare i confini di una certa estetica. Hai visto il quadro con l’ultima cena appeso li?

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Beh qui troverai questo genere di arte. Non troverai mai un Pollock (non che mi faccia schifo!), ma è un personaggio che rispecchia un’altra epoca, un epoca confusa. Anche di noi dicono che siamo una generazione di confusi. Non è così, noi vogliamo cambiare le cose. E’ giusto o è sbagliato? I grandi dicono che è sbagliato perchè sostengono che noi non abbiamo idee, ma non è così! Semplicemente non ci poniamo più il domandone: Ci fate fare qualcosa?. No. Oggi è: Faccio io qualcosa! Lasciateci fare! “.

“Assurdo”- penso-“Non ho aperto bocca eppure Salvatore ha già risposto a ben due delle mie domande senza volerlo”

Finalmente mi smuovo e faccio la mia prima domanda.

Un po’ sottosopra questa intervista, ma che c’importa!

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1. “Come è nata questa passione per il gioiello?”

“Io ristrutturavo mobili all’inizio. Poi durante un viaggio in treno ho conosciuto una ragazza che forgiava gioiellini (ora ho la sua pinza). Ci ho provato anche io. Mi riusciva bene e lei mi ha detto che forse dovevo continuare io quella cosa ed in un certo senso mi ha passato il testimone. Poi mi sono appassionato, ho visto che le cose funzionavano ed ho continuato.”

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2. Qual è la tua fonte di ispirazione maggiore?

“L’immaginazione. Questa ovviamente non può nascere dal nulla, ma sempre guardando l’arte e le riviste. Studiando. La passione porta all’immaginazione. E’ solo conoscendo l’arte che posso permettermi anche di metterla in discussione. Scherzando dico che io considero solo l’arte dagli anni ’80 ad oggi. Quel che viene prima non lo guardo, anche se apprezzo, ma rispecchia un’altra epoca e non può più essere da esempio. Feci una mostra con delle architette sul riuso ed il riciclaggio di oggetti presi dall’immondizia. Niente di nuovo! Il cambiamento dell’oggetto che avevano già proposto i dadaisti. Però la loro arte è stata posta come arte d’élite. Mi interessa molto anche la cultura territoriale e la sperimentazione su di essa. Prendere ciò che era e che è ed incanalarlo in un linguaggio più moderno e masticabile per farlo comprendere a chi non è della nostra terra.”

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3. “Quanto influisce questo luogo sulla tua creatività e sulle tue collezioni?”

“Influisce positivamente anche se ciò che metto in pratica viene da idee lontane. Per ora tutto è positivo, ma non perchè mi sia andata bene o male, perchè qui ci trovo un “sè”, te lo dico in maniera un po’ dadaista!”

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6.”Quale credi che sia il ruolo di un artista in una piccola comunità come questa?”

“Nella comunità spero positivo. Per la comunità con il tempo si vedrà e la comunità stessa mi parlerà. Dopo tanti anni torno a casa ed è tutto un punto interrogativo. Voglio essere positivo. Quando l’arte è seria diventa un veicolo di contatto fisico-diretto. Un’apertura. L’ho sempre vista così! Da quando a Roma ho inventato questa storia dell’arte in chat. Portavo tutto io, tipo catering e preparavo feste in casa di altri. Si chiacchierava e si parlava d’arte. Era un’occasione per fare amicizia. Poi a Napoli la cosa è diventata più seria e si facevano delle mostre vere e proprie.”

“E’ da li che viene la tua ottima sangria scommetto! Mi sveli il segreto?” gli chiedo.

“Oltre alla cannella e ai chiodi di garofano, il segreto sta tutto in un tocco di brandy!”

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Finisco con l’immancabile domanda.

7. “Cos’è per te la bellezza?”

“E’ una cosa che non so definire. Quando diventerò più maturo te lo dirò. Ora mi sento ancora immaturo. Per l’estetica è diverso, non essendo questa assoluta, posso dire che per me è ritrovare una linea che tutti riescono a percepire e riconoscere. E’ bella invece una cosa che guardo con gli occhi? Sono ancora impreparato! … però forse posso dire: la vita. Mio figlio.”

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Potete trovare Salvatore sul suo blog: salvatorelabattaglia.wordpress.com 
Sulla sua FB fun page e su Twitter.
Qui invece potete ammirare e comprare le sue creazioni!

 

A little translation for the foreign readers: Continua a leggere

A casa di… Gaetano Dimatteo

 

Oggi abbiamo il piacere di pubblicare questa intervista a Gaetano Dimatteo che, aprendoci le porte della sua dimora novasirese, ha scambiato due chiacchiere con noi!

Brevemente: Dimatteo è un artista, scenografo e pittore che nasce in quel di Nova Siri nel 1949. Durante la sua attività lavora come scenografo per la Rai e per numerosi teatri italiani. Noto per le sue conoscenze e frequentazioni in campo artistico come Dario Bellezza, Alberto Moravia, Rocco Barocco, Michele Placido, Anna Maria Ortese, ma anche per le sue mostre monografiche su Carlo Levi, Anna Magnani, Luchino Visconti, Maria Callas, vanta numerose opere esposte nei musei di tutto il mondo.

Avendo frequentato l’artista e conoscendo le sue ultime mostre, siamo rimaste affascinate da questa persona così  interessante ed è proprio questo il motivo che ha spinto me e la mia cara amica Elisabetta a fare una chiacchierata con lui per scoprire qualcosa in più rispetto al Gaetano che tutti conoscono!

Sono le 18,30 di un caldo pomeriggio di Agosto e Gaetano ci accoglie nel suo splendido salotto-giardino. Il tavolo che qualche giorno prima era addossato ad una siepe oggi è spostato. “L’ho messo nella posizione più giusta in cui un tavolo deve stare. Al centro” ci dice.

Ci accomodiamo sulle poltroncine di vimini e, mentre ci racconta come è andata la serata precedente, fa capolino in giardino il suo amico giornalista Mario Rivelli. Il suo primo intervistatore. Una casualità. Con un po’ di imbarazzo dopo questo fortuito battesimo, riusciamo a fare la nostra prima domanda.

1.Tutti conosciamo il Gaetano Dimatteo artista. Il Gaetano di oggi. Raccontaci della tua infanzia.

“Ne è passato di tempo, e i miei ricordi sono molto grigi…”

Probabilmente lo fa in maniera inconscia e naturale -penso tra me e me- ma mi accorgo che appena inizia a parlare i suo ricordi si tingono di colori.

“…però quello che ho più chiaro nella mente è il ricordo di mia nonna, Filomena Stigliano. Lei aveva un negozio, una specie di emporio. C’era la salumeria, il tabacchi, la gelateria e la merceria tutto in uno. Se tu entravi e volevi del filo rosso per ricamare, lei aveva una cassettiera dove c’erano tutti questi fili. Il filo nero, il filo rosso, il filo giallo. Ed io, che ero un bambino curioso, ero sempre affascinato da questi cassetti da dove uscivano fili coloratissimi. E poi ricordo di quando con mio nonno facevano i gelati. Con una specie di  paletta d’acciaio giravano insieme tutti gli ingredienti. Giravano e rigiravano. Erano dei sapori genuini. Posso dire che in quel periodo stavo davvero bene con me stesso, anche se ero solo un bambino.”

 2.Quale credi che sia la funzione di un artista all’interno di una piccola comunità e quale il suo influsso sulla cultura e l’estetica del paese?

“Nonostante varie vicissitudini nella mia vita, io sono stata sempre una persona molto libera. Quindi ho guardato con attenzione la crescita di questo paese. Continuerò sempre a dire che noi viviamo in un posto molto bello e importante dal punto di vista ambientale. Basti pensare a quell’angolo tra Basilicata e Calabria sul nostro mare che potrebbe essere una bella cartolina da vendere. Le dune, i fiori. Credo che prima di influire sulla cultura e sulla società di un luogo, bisogna amarlo. Nova Siri va amata!”

3. A proposito di questo, qual è il tuo rapporto con i luoghi? Sappiamo che hai passato un periodo della tua vita a Zante, in Grecia, ed in Germania.

“La mia pittura è una pittura impressionista, l’ho studiata con molta attenzione, anche se mi sarebbe piaciuto molto approfondire la pittura di Sautin e Klimt. Quindi non guardo i paesaggi rurali e agricoli, sono più sofisticato. E’ per questo che il luogo ha molta importanza per me. Durante i miei due anni nella splendida isola di Zacinto e poi nel periodo seguente ad Atene, ho imparato il piacere intellettuale di capire i colori, la natura della Grecia. Tutti sorridono, è una delle terre più belle del mondo. Il mio amico Dimitri mi diceva sempre quanto a lungo un essere umano dovrebbe vivere per conoscere le isole della Grecia. E poi il mio lavoro mi ha portato, con le scenografie, in luoghi nuovi e mai visti. I luoghi sono diventati tanto importanti da trasformarsi in padre, madre, sorella…”

 4. Parlaci invece del tuo rapporto con la moda.

“Qui ho bisogno di fare un ritorno al negozio della nonna, il mondo di colori da cui ero attratto. Ma anche un affascinante mondo di pizzi e di merletti. In quel periodo mio nonno era andato in America a fare il sarto. Era un uomo bellissimo ed elegante. Quando tornò portò a mia madre e a mia zia ciprie, rossetti e piumini, che qui erano delle preziosità, considerando che eravamo sul finire della guerra. Così mia madre iniziò a mettere il rossetto, ed anche io di nascosto mi truccavo e mi mettevo i tacchi. Ecco, penso che abbiate fatto centro chiedendomi di quei ricordi. Penso che sia nata tutta in quel periodo la mia attenzione per i dettagli…”

E continua a non sfuggirgli neanche adesso, penso. Lo si nota dalla sua attenzione agli accessori di oggi: tre fili di perle, un giro di corallo e un cappellino nero con delle delicate paillettes. Ma anche dai cappelli e dalle calzature che decora e che indossa nelle occasioni più importanti.

“…così è nata la prima edizione di Basilicata moda, di cui ho curato la regia e la scenografia. Ricordo Michele Miglionico, Marta Marzotto, che presentò una collezione di gioielli, Rocco Barocco. 20 anni di moda purtroppo mai festeggiati. Ho amato queste cose perchè mi sono sempre appartenute e le ho sempre fatte perchè ne avevo il desiderio.”

“Ora vi mostro l’oggetto più importante e caro che ho, la scatola che mi portò mio nonno dall’America. Aspettate…”

Mentre va a prendere la scatola io ed Elisa ci guardiamo. Ci brillano gli occhi. Siamo lusingate. Avere il privilegio di vedere una cosa così personale!!

 5. Un’ultima  domanda. Cos’è per te la bellezza?

“La bellezza? Due bei vasi di begonie ben sistemati. Oppure i girasoli che mi ha regalato l’altro giorno la mia cara amica Wilma Vernocchi.”

Facciamo qualche ultima foto prima di salutare Gaetano, contente per un piacevole e diverso pomeriggio passato in compagnia!

Elisabetta, the little china-girl 

 I ringraziamenti a Dimatteo sul libro “Luchino Visconti in Basilicata”. (Dimatteo ha curato, prima dell’uscita del libro, una mostra su Visconti)

Potete trovare una biografia più approfondita e i contatti di Gaetano Dimatteo cliccando qui! Oppure contattarlo su facebook cliccando qui!

A little english translation for the foreign readers:

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Un sorriso per la stampa

Tanto caldo. Tanto studio. Ultimo esame della sessione a fine luglio…

Ho in serbo un nuovo post della rubrica MA per voi appena possibile…

Intanto potete leggere la mia intervista per il blog cliccando qui!

Buona giornata! 😉

 

Hot weather. Lot of things to study. The last exam at the end of july…

I’ll publish as soon as possible a new MA post…

Meanwhile you can read my interview for the blog here!

Have a nice day! 😉