A casa di…

1 Questo post parla di quando sei in quelle case così belle che non riesci a smettere di guardarti intorno e ad ogni nuovo sguardo scopri un particolare che non avevi notato prima.

Questo post parla della casa di una persona speciale. La sua casa parla di lui.

Un insieme di culture diverse e di stili diversi che riescono a diventare una sola cosa. Il connubio di oggetti provenienti da epoche lontane tra loro che riescono a dialogare in maniera perfetta. E’ così che si trovano a convivere un lampadario anni ’60 e una credenza in stile liberty, un sistema di amplificazione super contemporaneo e dei tappeti africani.

Questo post parla anche di passioni.

Passione per gli oggetti antichi. Non una semplice mania di collezionismo, ma una vera e propria voglia di scoprire la storia che si cela dietro ogni oggetto e che questo può raccontarti.

Passione per la musica. Dal rock al classico, dal Jazz al Blues. Dal digitale all’analogico.

Questo post parla di una casa ricca di storia. Una storia che è riuscita a venire a galla persino in occasione di lavori imprevisti attraverso pezzi di affreschi.

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Questo post parla di quanto mi piaccia questa casa, di quanto io ami tornarci ogni volta e di quanto mi sorprenda ad ogni cambiamento avvenuto.

Questo post parla di un’amicizia e di quanto sia bello poterla gustare in un posto così.

Perciò grazie di cuore Dottor L !

ps. Questo post parla anche di quanto la mia macchina fotografica sia pessima e della mia incapacità di cogliere senza vergogna e con calma degli scorci di questa casa meravigliosa, magari in un post futuro, chissà… 😉

My work space

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DSC09134 2 copyEccomi qui! In questo periodo di latitanza,influenzata dai tanti bellissimi blog di interni che seguo, ho scattato qualche foto al mio spazio di lavoro con l’intenzione di condividerlo con voi e di riprendere così la rubrica Home che avevo iniziato a curare un bel po’ di tempo fa, ricordate?

Tutto è nato dall’esigenza di avere un grande piano di lavoro, sul quale poter ospitare tanti amici, futuri architetti, con i rispettivi pc, ma anche dalla voglia di avere uno spazio che fosse essenziale e che avesse allo stesso tempo qualche tocco di originalità. Il tavolo da pranzo IKEA, che io ho usato come scrivania, ha fatto la prima parte, il resto lo hanno fatto le strisce verticali dipinte sulle pareti. Il pezzo forte è l’ultima arrivata in casa, la RAR chair, insieme al contenitore-palazzo di Seletti, entrambi regali del mio Kekko!

Con la voglia  di postare angoli di case che amo, vi auguro un buon week-end!

… e ricordate:

“Non avere nella tua casa nulla che tu non sappia utile, o che non creda bello.”

William Morris

Something… vintage

something vintage

 

1.Vecchia Lettera 32 di Olivetti, decorata a mano con due baffoni

2.Contenitori per cereali in latta Kellog’s

3.Hang it all è l’appendiabiti super colorato diventato un’icona del design di Charles Ray Eames

4.I Componibili di Kartell, intramontabili dagli anni ’60

5.Di Ferm Living questi simpatici cuscini con stampe nero su bianco

6.Si chiama Jonah, è azzurro oceano e se avessi spazio in casa l’avrei già comprato. Insomma, il mio ultimo amore!