Box Tengor

E’ così facile da usare che non potete sbagliare. Anche un bambino la sa usare.”            (Slogan per la Box Tengor del 1955)

It is so simple to use than you could´nt go wrong. Even a child can use it.”                     (Box Tengor advertisement slogan in 1955)

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L’ultima della mini collezione di papà é una Zeiss Ikon Box Tengor e risale ad un periodo che va dal 1928 al 1934. Nata nel periodo subito successivo alla fusione della Zeiss con  “C.P.Goerz”, “Contessa”, “Nettel”, “ICA” ed “Ernemann” per diventare Zeiss Ikon a seguito della crisi post bellica, era una fotocamera concepita per i fotografi alle prime armi, con un limitato controllo per la messa a fuoco e le aperture dei diaframmi. Costruita in sottile lamiera di acciaio, era rivestita in elegante pelle nera, ma lo stile e i materiali variano molto da una versione all’altra dei vari modelli di questa serie, che riscosse molto successo e venne prodotta fino al 1956. E’ ancora possibile trovare pellicole per usarla e, a quanto dicono, i risultati possono essere pessimi o ottimi…bisogna solo avere tempo e volontà!

Purtroppo la mini collezione finisce qui (questi sono il primo, il secondo, il terzo ed il quarto post), ma…forse ci saranno sorprese grazie a recenti “ritrovamenti” di Kekko, perciò tenetevi pronti! 😛

Indossavo: t-shirt Tezenis/ Gonna Missoni vintage/ scarpe Cafè Noir

Ps. Il concorso Blogger we want you per Grazia.it continua ancora, quindi ricordatevi di noi per due mini secondi al giorno e cliccate qui! E non possiamo che ringraziarvi tutti per il fantastico supporto che ci avete dimostrato fino ad ora! Continua a leggere

Polaroid 636 closeup

Vi ricordate quando si “sventolava” la foto che usciva dalle Polaroid per farla sviluppare al più presto? Ho scoperto che è un gesto del tutto inutile, se non dannoso per la pellicola!

Do you remember when we used to wave the photos that came out of the Polaroid to let them develop faster? I just discovered that it’s a useless and noxious action for the film! 

Questa macchina fotografica, non fa parte della collezione di  mio padre, è tutta mia! Mi è stata regalata quando ho compiuto sei anni! E devo dire che mi stupisco di averla ritrovata considerando la facilità con cui si buttano le cose oggi! Mi sembrava un peccato non includerla nella serie di post dedicati alle vecchie camere, e così eccola qui!

Ho scoperto che la rivoluzione delle pellicole auto-stampanti si ebbe nel 1947, grazie a Edward Land, il fondatore della Polaroid, che creò un sistema per impressionare pellicole speciali senza dover passare dal laboratorio. Sembrerebbe che, oltre a problemi di calo delle vendite a causa della concorrenza digitale, e al fatto che alcuni materiali necessari alla produzione non fossero più reperibili, nel 2008 la Polaroid abbia interrotto l’intera produzione di pellicole istantanee smantellando tutte le proprie industrie per il materiale analogico. Fortunatamente alcuni imprenditori, sotto il nome di “Impossible-project”, sono riusciti a salvare un’ultima industria di pellicole istantanee Polaroid, e sono gli unici che vendano ancora oggi questo tipo di materiale! Quindi se avete una vecchia Polaroid da rimettere in funzione, vi consiglio di vistare il loro sito!

Indossavo: camicia borchiata Calvin Klein/ pantaloni Diesel/ cintura H&M/ collana rigida comprata tanto tempo fa alla Coin/ scarpe H&M

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Otokop camera


Eccomi qui di ritorno dalla Biennale di Venezia con un nuovo post su una delle macchine fotografiche di mio padre che più mi fa sognare. Questa volta purtroppo non so dirvi molto. So solo che si tratta di una macchina fotografica russa a soffietto risalente alla fine degli anni ’20 circa. Sul suo manico campeggia la scritta Otokop che, a quanto ho capito, è il modello, e su uno dei lati c’è un simbolo con una scritta russa che non so in che modo si legga…voi sapete aiutarmi?

Indosso: vestito Terranova / ballerine H&M / collana Accessorize                                      Foto scattate con la nuova Canon  EOS 550D da Francesca

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