Free Association #12

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Sx. 2008 Pierre Cardin “Circles silver dress“. Un abito che valorizza il corpo e il suo movimento attraverso forme geometriche che lasciano pensare ad un design del futuro, quasi spaziale!

Dx. 1964 Bruno Munari for Danese “Falkland lamp“. Questa lampada corrisponde più delle altre ai requisiti che Munari indica come indispensabili per una corretta progettazione: semplicità, efficienza, minimo ingombro di stoccaggio e massima resa formale.

Free association #10

1898 Adolf Loos VS Simone Rocha 2015

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Simone Rocha SS 2015

“L’Esposizione, dopo che le scarpe ‘immorali’ sono state bandite, ci presenta soltanto calzature ottime. Il fatto che ci sia stato bisogno di una dichiarazione di immoralità per eliminare le scarpe che hanno il solo scopo di attirare l’attenzione del visitatore, è davvero riprovevole. Sarebbe stato molto più dignitoso per tutta la categoria se queste scarpe fossero state escluse fin dall’inizio per la loro inutilità. Noi vogliamo vedere che cosa sono capaci di fare i nostri calzolai, vogliamo vedere un lavoro onesto e abile e non come essi sono capaci di farsi pubblicità. Un’esposizione dovrebbe essere una festa del lavoro, non della pubblicità. Un momento però! La stessa sorte delle scarpe ‘immorali’ se la sarebbero meritata anche tre paia di scarpe , rifinite come comuni scarpe da passeggio, ma provviste di suole in peluche verde; (…)”

14 Agosto 1898

Adolf Loos , Parole nel Vuoto

La Mary Poppins della fotografia

Ovvero

La strana storia di Vivian Maier

Una donna seriosa.

Una Rolleiflex sempre appesa al collo.

Un’infinità di scatti mai sviluppati.

Chi era Vivian Maier?

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Nel 2007 il giovane giornalista John Maloof decide di raccontare la storia dell’affascinante quartiere in cui vive, a Chicago, attraverso un libro.

L’editore gli impone di ricercare più di 200 foto d’epoca del quartiere per questo progetto.

John e Daniel , il co-autore del libro, si lanciano in una vera e propria caccia al tesoro che durerà più di anno.

UndatedAd un certo punto della ricerca, John si imbatte in una scatola piena di negativi.

A prima vista sembra si tratti di scatti di Chicago negli anni ’60.

Per soli 380 dollari, la compra senza pensarci due volte.

Dai negativi non viene fuori niente di interessante e  così procedono per la loro strada.

Il libro viene pubblicato e la scatola con i negativi dimenticata nel fondo di qualche armadio.

Cosa centra tutto ciò con Vivian Maier? State a sentire, il bello deve ancora arrivare!

January, 1953, New York, NY

E’ passato del tempo e John, rispolverati i negativi, decide di scansionarli.

Viene totalmente travolto dalle immagini che ne vengono fuori.

Non sa nulla sul mondo della fotografia, ma capisce che quegli scatti hanno un “qualcosa” che li rende speciali.

Non riesce a farne a meno.

Vuole saperne di più.

April 7, 1960. Florida

Chi era la donna a cui apparteneva la scatola?

John segue corsi di fotografia e costruisce la sua  camera oscura per sviluppare personalmente tutti le foto.

Ne è ormai ossessionato!

Ma chi è lei? Una fotografa? Una giornalista? Una reporter?

Prova a cercarla, ma non ce n’è traccia!

Undated

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Finchè un giorno di aprile del 2009 tenta di nuovo con una ricerca nel web.

Un necrologio.

La chiave di volta di questa storia!

Vivian Maier, morta a Chicago in grande solitudine.
E’ lei la Vivian che John ha tanto cercato?

1959, Grenoble, FranceEbbene si!

John mette insieme, comprandoli all’asta, tantissimi oggetti appartenuti alla fotografa: stampe, pellicole, filmati, registrazioni, giornali…

le tessere del puzzle aumentano e, con loro, anche le possibilità di ricostruire la storia.

September 18, 1962

John è sulla giusta strada.

Anche se dispiaciuto di non averla incontrata prima, ormai sa.

La misteriosa Vivian Maier altro non era che una tata!!

Una tata si, ma con una smisurata passione per la fotografia.

E anche una certa ossessione per le piccole cose a giudicare da ciò che aveva compulsivamente conservato durante la sua vita!

June 1953, New York, NYUn carattere singolare, questo è certo.

Solitaria.

Enigmatica.

Rigida.

Sempre con un cappellino in testa

Spesso a caccia di scatti nelle zone più degradate della città.

1954, New York, NY

John non smette di lavorare.

Ha una sola missione ormai, far conoscere il lavoro di Vivian al mondo!

Inizia un lavoro di catalogazione e archiviazione di tutte le foto e dei documenti, ma sente che le sue forze e le sue competenze non bastano,ha bisogno di aiuto.

Scrive al Moma di Ney York, ma la sua richesta viene respinta.

VM1956K05925-04-MCMaloof non si da per vinto.

Riesce nel suo intento.

E’ grazie a lui, infatti, se oggi abbiamo una della prime e più belle collezioni di scatti di streetstyle!

Undated, New York, NY

La cosa più affascinante?

L’attenzione di Vivian alla condizione umana.

La ricerca della bellezza in ogni angolo e in ogni persona di un panorama sociale così vario come quello americano del primo ‘900.

Emmett Kelly as the clown figure "Weary Willie", UndatedRaccontare questa storia è stata una cosa irresistibile!

Il documentario “Finding Vivian Maier” mi ha davvero appassionato ed ha letteralmente tenuto incollata allo schermo tutta la famiglia.

July 27, 1954, New York, NY

Ma perché Vivian non ha sviluppato?

Perché non ha mai pubblicato il suo lavoro?

Questo resta parte della misteriosa storia…

Ma scrive ai suoi bambini

“Ho fotografato i momenti della vostra eternità perchè non andassero perduti

Undated, CanadaAll the images from www.vivianmier.com

Free association #10

free associationBao bao bags/ Issey Miyake                                          Sufrace dishes/ Rosenthal

Una borsa oggetto di design (e dei desideri!) la Bao Bao di Issey Miyake, che tanto ricorda gli origami della sua terra, il Giappone. Una borsa la cui “forma viene fatta dal caso”, una forma in continuo movimento, flessibile, pieghevole e resistente che si adatta alla perfezione al nostro stile di vita frenetico.

Tanto resistenti e pratiche le borse, quanto fragili i centrotavola Surface di Rosenthal, seppur vogliano simulare, con le loro forme, la leggerezza e le trasformazioni di un foglio di carta. Achim Haigis disegna questa linea di oggetti e non importa da che parte li si giri, perchè emergerà sempre una nuova forma che sorprenderà gli occhi!

Free association #9

palazzo civiltà

Jean Patchett, “una giovane dea americana della Couture parigina”, ritratta da Regina Relang in un meraviglioso abito da sposa di  Kleid von Jacques Griffe nel 1953.

Palazzo della Civiltà Italiana all’EUR di Roma, anche noto come Colosseo quadrato, concepito fin dal 1936 e ultimato nel dopoguerra, attualmente sede del Museo della Moda Fendi.

Non solo le storie legate al mondo della moda, ma anche Il carattere scultoreo accomuna queste due creazioni, la cui monumentalità ha un qualcosa di romantico…mai vestito è stato tanto adatto alla location!

Anche se super ampio, mi potrei vedere in quell’abito così archiettonico!!!;P

Already worn #2

DSC09650 DSC09651 DSC09653Cosa c’è di meglio in estate di un fresco vestitino dal colore sgargiante e delle scarpine a contrasto alla Doroty? Quest’estate in fin dei conti non sembra ancora esplosa a pieno, e il mood primaverile non mi ha ancora lasciato del tutto…perciò, in attesa di qualche giornata di caldo afoso, vi mando un bacio!

Dress | Love Struck  Cinderella Shoes | Kartell Continua a leggere