Paris pot-pourri

Un velocissimo mix sulla mia mini vacanza parigina. Prometto che vivrò del tempo in quella città prima o poi! Paris je t’aime!

Some random pics from my short trip to Paris I did last month! I promise I’ll live there one day! Paris I love you! Enjoy! DSC06328#First night cena sotto la svettante torre finita giusto in tempo per vederla esplodere nelle sue mille luci notturne!
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#Day one Il mio più grande desiderio era quello di ritornare al Musee d’Orsay, quindi ho trascinato la family sulla rive gauche e siamo rimasti tutti e tre a bocca aperta davanti ai maestri dell’impressionismo!
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Questa volta era possibile accedere al 5° piano ed avere una splendida vista sul Louvre guardando attraverso i vetri dei grandissimi orologi dell’edificio. Super consigliato il caffè Campana (sempre al 5° piano), disegnato dai fratelli Campana, due famosi designer brasiliani, in cui abbiamo assaggiato dei piatti davvero deliziosi!
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Di ritorno non poteva mancare una tappa a Notre Dame de Paris. Illuminata dal sole del tramonto ha tutt’un altro aspetto rispetto al suo grigio abito autunnale in cui l’avevo vista la prima volta! E per concludere, cena alla Brasserie Galoppin, ottimo cibo e ottima accoglienza in perfetto stile parigino! DSC06374

#Day two Ci siamo persi tra i colori primaverili dei Jardin de Tuileries prima di arrivare al Musee d’Orangerie. Abbiamo ammirato una mostra temporanea sui macchiaioli (gli impressionisti italiani?), poi abbiamo passeggiato tra le opere della collezione permanente per finire a bocca aperta nelle sale delle ninfee di Manet, non volevamo andare più via!!
DSC06386 DSC06394 Direzione Operà e Rue Saint Honorè per un po’ di window shopping, le vetrine più belle? Quelle di Lanvin!! Un bel giretto da & Other Stories e un altro da Colette prima di catapultarci in tutt’altro posto: Montmartre!DSC06395 DSC06399 lanvin 3 lanvin 2 lanvin 1DSC06415 La vista sulla città dal Sacro Cuore è sempre entusiasmante: solo io sogno di abitare in una di quelle mansarde parigine? La street art di fianco ai gradini è super simpatica e ci sono dei negozietti adorabili! Ho scoperto Paperdolls che è proprio una chicca! DSC06420 DSC06428 DSC06429Una mega insalata a Le Relais Gascon e poi una visita notturna al Centre Pompidou prima di lasciarci andare, distrutti, nelle braccia di Morfeo!
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#Day three Direzione Jardin du Luxembourg per visitare la mostra temporanea interamente dedicata a Chagall. Scoprire l’infinito amore di quell’uomo per sua moglie Bella tanto da dipingerla in tantissime opere, mi ha davvero stupita!DSC06461 DSC06463 DSC06464 DSC06468 DSC06481

I macarons non potevano mancare! Questa volta ho assaggiato quelli di Angelina, ma devo dire che quelli di Laduree sono imbattibili ( anche se non ho ancora assaggiato quelli di  Pierre Hermes, shame on me!).DSC06486 DSC06488 DSC06495 Abbiamo concluso in bellezza, scoprendo un’altra chicca: proprio di fronte al più famoso Benoit, una ex fumeria d’oppio trasformata in bistrot, L’Acanthe. Cucina tipica francese rivisitata in chiave moderna in un ambiente piccino ma molto caldo!
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“Oh ma Parigi non è fatta per cambiare aerei.. è fatta per cambiare vita! Per spalancare la finestra e lasciare entrare “la vie en rose”. Ricordate chi è che diceva questa frase?

Parigi aspettami, tornerò presto!! ;P

L’acrobata

“Mio padre aveva occhi azzurri, ma le sue mani erano piene di calli. Egli lavorava, pregava e taceva. Anch’io ero così taciturno come lui. Che ne sarebbe stato di me? Dovevo restare così per tutta la vita, seduto davanti ad una parete oppure trascinare anch’io barili? Osservai le mie mani. Erano troppo delicate….dovevo cercare una professione particolare, un’occupazione che non mi costringesse a voltare le spalle al cielo e alle stelle e che mi consentisse di trovare il senso della mia vita. Sì, cercavo proprio questo. Ma nella mia patria nessuno aveva mai pronunciato prima di me le parole “arte, artista”. “Che cos’è un artista?” mi chiesi”.                                                                           MARC CHAGALL

“My father had blue eyes, but his hands were full of calluses, He worked, prayed and remained silent. I was silent like him. What would happen to me? Had I to remain in that situation for all my life long, sitting in front of a wall or dragging barrels? I watched my hands. They were too gentle…I had to look for a particular work, a work that wouldn’t force me to turn my back to the sky and to the stars and that would help me to find the sense of my life. Yes, I was searching just this. But in my country nobody knew the words “art,artist”. “What is an artist?” I wondered?                                                                MARC CHAGALL 

L’acrobat, 1930, olio su tela, 65×32 cm, Centre George Pompidou, Paris

“Mi tuffo nelle mie riflessioni e volo al di sopra del mondo”           MARC CHAGALL

“I dive into  my reflections and I fly above the world”                                  MARC CHAGALL    

A small synthesis for the foreign readers: Continua a leggere