Saper credere in architettura

Riprendo con piacere la rubrica libri, che dedicherò, forse un po’ di più, agli argomenti di architettura. Ultimamente mi sono capitati tra le mani tre di questi piccoli libri della collana Saper credere in architettura. Mi hanno accompagnato in più di uno dei miei ormai frequenti viaggi in pullman. Li ho trovati interessanti perché sono delle brevi interviste ad architetti contemporanei, ed io credo che le interviste facciano sempre comprendere tanto di una persona…insomma ti sembra di conoscerla un po’ dopo! La seconda cosa molto interessante è che spesso tra le ultime domande gli viene chiesto di dare un consiglio ai giovani architetti, ed alcuni consigli per me sono stati molto stimolanti! Non costano niente e ora li voglio tutti!!!!

IMG_6385Quali delle varie espressioni artistiche, fra la letteratura, il cinema, la pittura e la scultura, hanno maggiormente influenzato la sua carriera? 

“Nessuna di queste direttamente. Non vedo riferimenti che si possano applicare alla lettera. In altri termini, ammiro l’arte di alcuni produttori cinematografici o di alcuni scrittori, e c’è da augurarsi che il tempo porti agli edifici quelle stesse semplici qualità che alcuni scrittori sanno dare alle loro storie, tuttavia non vedo dirette trasposizioni da una cosa all’altra. In fin dei conti ritengo che il grande scrittore sia qualcuno che non cerchi necessariamente di raccontarci un enorme e complesso scenario o una intricata vicenda. Egli è felice di raccontarci anche soltanto una storiellina. Eppure quella piccola storia contiene in sé temi ed idee che sono generali. Gli architetti spesso vogliono cambiare il mondo, creano un manifesto. Gli scrittori non lo fanno. Ci sono scrittori che sanno essere molto più autorevoli e ci riescono non perché credono di poter cambiare il mondo, ma proprio perché non credono di poterlo fare. Ecco il motivo per cui scrivono, perché sanno che possono solo limitarsi a dire le cose in maniera tranquilla. Al di la di questo, io non direi di aver subito l’influenza di un libro e di aver perciò creato un edificio.”

David Chipperfield

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Qual è il suo suggerimento per i giovani architetti? 

“Io dire di essere pazienti. Perché è molto difficile raggiungere dei risultati soddisfacenti. Poi consiglierei di avere l’umiltà di essere soddisfatti nel realizzare qualcosa, anche se molto piccola. La mia prima realizzazione infatti, è stata molto modesta, delle dimensioni di una stanza, anzi più piccola. Ma con l’intensità di pensiero ne ho fatto un prodotto molto vero e sentito. L’intensità e la piccola scala costituiscono un terreno molto fertile per un progetto di architettura. Quindi la pazienza e l’umiltà di guardare questa piccola scala, sono assolutamente i due più preziosi consigli che io possa dare.”

Steven Holl

IMG_6777Ora che è un professionista affermato, c’è ancora qualcuno che segue con più attenzione, da cui pensa di poter imparare?

“(…) c’è da imparare veramente da tutti, bisogna farsi venire il complesso dell’ultimo della classe!”

Renzo Piano

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