Fundamentals. Impressioni dall’arsenale di Venezia

Intercity notte Bari-Venezia.
Nuova compagna di viaggio quest’anno.
Solo solo le 8.30.
Buongiorno Venezia!!!!

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Se due anni fa ho incontrato una timida Venezia che si nascondeva dietro il suo bianco velo di nebbia, quest’anno mi ha sbalordito ancora sotto un sole quasi estivo che l’ha fatta risplendere in ogni suo particolare, regalandoci uno spettacolo meraviglioso e un weekend davvero piacevole!

IMG_1487Curiose a assetate di sapere cosa aveva in serbo per noi la Biennale di quest’anno ci siamo fiondate verso l’arsenale. Sarà che mi mancava, sarà che crescendo guardi sempre le cose con occhi diversi, sarà che essere fuori dall’università ti fa aprire gli occhi su alcune cose e allo stesso tempo ti fa sentire la mancanza di altre…ma quest’anno ho trovato la Biennale davvero interessante, attuale e piena di spunti di riflessione!! Ecco, oggi vi racconto ciò che mi ha colpito di più, la mia biennale, senza nessuna pretesa…

IMG_1492Dopo essere passate tra le riproduzioni del cattivo e del buon governo di Lorenzetti, una luminaria simbolo del nostro folcloristico paese ci ha aperto le porte dell’Arsenale, facendoci entrare nel vivo della prima parte della mostra, Monditalia. IMG_1493IMG_1499Il nostro Paese diventa un caso emblematico di condizioni che si riscontrano attualmente in molti altri paesi d’Europa e del mondo. E’ così, tra crisi e grandi potenzialità, inizia il racconto di un’Italia attraverso architettura, cinema, danza, teatro e musica, facendo delle corderie un vero e proprio set di eventi. Ho amato l’accompagnamento costante del telo con la stampa della tavola peutingeriana a cui è stato affidato anche il compito di dividere gli spazi tra installazioni e proiezioni di spezzoni di film.

IMG_1494Intermundia un’installazione di Ana Dana Beroš accoglie ogni singolo visitatore nella prima sala invitandolo ad un’esperienza individuale, in cui possa isolarsi focalizzando le attenzioni sulle proprie sensazioni e reazioni emotive.Uno spazio buio. Si perde ogni riferimento. Vieni travolto da suoni stridenti e molto forti non ben riconoscibili. Sensibilizzare al problema dell’emigrazione, e in particolare alla situazione di Lampedusa, diventa l’obiettivo dell’installazione.

IMG_1497 La serie di video di 99 dom-ino prende invece le mosse dal centenario della più famosa  maison domino di Le Corbusier, facendo una sorta di inchiesta sul suo uso nella domesticità italiana e sul suo rapporto con il paesaggio. Da un lato, è il simbolo della ricchezza edilizia post bellica; dall’altro, è lo strumento primario di “abusivismo”, o di costruzione “aggressiva” sul paesaggio. Come tale, essa è l’ultimo simbolo di straordinaria potenza..e, allo stesso tempo, di numerosi scempi.

IMG_1500 IMG_1501 IMG_1504 Allo stesso  modo The remnants of the miracle Dancing around ghosts, si interrogano sulla questione dell’abbandono di una grande quantità di capolavori dell’architettura in Italia e sullle numerose strutture di divertimento e svago costruite, usate e poi abbandonate nel tempo, a Milano  Marittima.

IMG_1514Tema così interessante quello dell’abbandono e della gestione del patrimonio pubblico italiano nel contesto di crisi economica e sociale, che si ritrova anche in Lucid Schizophrenia, dove incredule abbiamo ritrovato anche  il caso di Craco, tema della nostra tesi di laurea a noi tanto caro. IMG_1507 Eccoci riflesse su uno degli specchi di Tortona  stories, che riflette a sua volta sulla questione delle campagne italiane attraverso una serie di oggetti che la rappresentano. IMG_1523The business of people, ritratto delle aziende italiane, è nato invece dalla riflessione dell’autore Ramak Fazel quando alcuni dei suoi collaboratori gli hanno fatto venire in mente  il primo articolo della Costituzione italiana, secondo cui l’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro […], in contrasto con la Dichiarazione d’indipendenza americana in base alla quale l’America è una Repubblica fondata sulla vita, sulla libertà e sulla ricerca della felicità.

IMG_1525 Effimero: or the postmodern italian condition, con i suoi 1850 omini in miniatura sospesi da fili di nylon da cui pendono dei piccoli pesi, cerca di cogliere l’effimero di queste ultimi tempi in relazione con il contesto socio-politico degli anni di piombo. IMG_1529 Interessantissimo Designing the sacred che mostra come alcuni esempi di architettura sacra meglio riuscita siano da ricercare in opere realizzate da sconosciuti ( e non dalle archistar di turno!!), spesso in paesi di provincia. IMG_1536 IMG_1538 Non ci siamo fatte mancare una bella pausa pranzo a base di panino con mortazza baciate dal sole prima di ripartire con la seconda parte! IMG_1541 IMG_1559Un “archimbuto” dorato ci ha risucchiate nel padiglione Italia dove ci attendeva una retrospettiva sulla città di Milano, ospite del prossimo Expo 2015, passando dal duomo a Gardella, dalla Triennale al nuovo skyline che cresce. IMG_1545IMG_1549 La seconda parte, invece, ci ha riportate nel paesaggio contemporaneo cercando di captare, attraverso l’esposizione di numerosi progetti, ciò che anima la cultura progettuale di questi ultimi anni,: l’osservazione attenta del sito, dei suoi vincoli, delle sue risorse, e la capacità di intervenire in esso con un atto di trasformazione che li assorba al suo interno e li trasfiguri in un nuovo paesaggio abitato.

IMG_1552 IMG_1555 La Cina con Mountains Beyond Mountains, riesce a creare, con dei semplici elementi di base utilizzati in diverse maniere, spazi negli spazi ed esterni che si fondono con gli interni, o viceversa, creando sempre un’atmosfera calda e accogliente.

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 E per finire vi lascio con le immagini delle installazioni di Mozambico, Bahrain e Thailandia che hanno giocato con i colori, i libri (che tutti potevano prendere) e dei semplicissimi sgabelli!
Avete ancora tempo fino al 23 novembre per fare un giro alla Biennale di Architettura di quest’anno!!;)
Stay tuned, devo raccontarvi ancora l’esperienza ai Giardini della Biennale!! 😉

4 pensieri su “Fundamentals. Impressioni dall’arsenale di Venezia

  1. Quanti spunti interessanti e… quanti ricordi! Venezia mi manca (ne avevo parlato in un post qualche settimana fa) e in particolare mi hai fatto tornare in mente la penultima volta in cui ci sono stata: era proprio in occasione di una Biennale di Architettura ed ero coi miei compagni di università, anche noi in dirittura di tesi.
    Voi vi siete fatte un bel viaggio, ma Venezia ne vale sempre la pena! Un abbraccio :)

  2. Che bello questo racconto di viaggio, mi hai fatto rivivere la mia visita alla biennale di architettura di qualche mese fa ;)!
    Io invece era la prima volta che la visitavo e mi ha fatto un effetto strano, interessante, dispersiva, sognante, vagamente inutile ma divertente… questi sono i primi aggettivi che mi vengono in mente. Comunque la questione delle architetture abbandonate in Italia era la parte che più mi aveva colpito… ce ne sono tante, troppe!

    p.s.= anche tu stai cercando di farti crescere i capelli? Io ci sto provando con molta fatica ;)!
    p.p.s.= è sempre un gran piacere passare di qui!!

    Erika

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