Fashion and Architecture

“La bruttezza, corrompe non solo gli occhi, ma anche il cuore e la mente”

“The ugliness does not corrupt just the eyes but also the heart and the mind”

Henry van de Velde

Henry van de Velde esordì come architetto e designer nel 1895, quando progettò una casa per se ad Uccle nei pressi di Bruxelles, con lo scopo di mostrare la sintesi finale di tutte le arti , poichè oltre a coordinare la casa con l’arredamento, ivi compresa la coltelleria, van de Velde cercò di coronare l’opera mediante le forme fluenti degli abiti che disegnò per sua moglie. L’aplomb, il taglio, e la decorazione di questi abiti rivelavano già quell’energica linea che avrebbe caratterizzato tutta la produzione di uno dei maggiori esponenti dell’Art nouveau.

Van de Velde e sua moglie, Maria Sèthe, cercano di portare avanti una ricerca per una riforma dell’abbigliamento femminile. Essa consiste nell’affermazione del miglioramento delle condizioni di lavoro e nella liberazione dai condizionamenti del mercato della moda, in prospettiva di un abito più pratico, igienico e soprattutto essenziale.Nel giro di pochi decenni, il progetto di riforma del modello culturale borghese ottocentesco, proposto da Henry Van de Velde, comincia a diffondersi in tutta Europa. Si tratta di una vera e propria rivoluzione del sistema delle arti applicate in chiave estetica per l’intera società, che inizia ad essere educata ad un gusto più colto ed essenziale.

Il connubio tra moda e architettura è una forma di sperimentazione che mi ha sempre affascinata, è quasi come se una non potesse fare a meno dell’altra e viceversa. A che pro  questo post quindi? Inaugurare una nuova rubrica Fashion and Architecture che possa approfondire le questioni riguardanti questo strano mix! Vi piace l’idea?

ps. Ovviamente disegnare gli abiti coordinati casa è stato la conseguenza di una ricerca che si è spinta fino all’estremo e che è costata a Van de Velde nn poche critiche, tra cui quella simpaticissima di Adolf Loos, che potete leggere qui per farvi una risata o semplicemente per ironizzare sugli architetti!

Henry van de Velde started as architect and designer in 1895, when he projected his house in Uccle not far from Bruxelles, with the aim to show the final synthesis of all arts, coordinating the house with the  fornitures, including cutlery, and crowing the work with the dresses he designed for his wife. The aplomb, the shape, and the decoration of these dresses already show that energetic line that will characterize the entire production of one of the most important exponent of Art Nouveau.

Van de Velde and his wife, Maria Sèthe, tryed to conduct a research for the reform of  women’s clothing. Affirming the improvement of the work conditions and getting free from the fashion industry conditioning, for more pratical, hygienic and essential dresses. Quikly this project will diffuse in the whole Europe. It is a very revolution of the deign system for the society, that starts to be educated to a more cultured and essential taste.

The mix between fashion and architecture is a form of experimentation that has always fascinated me. This is the reason why I wrote this post: inaugurate a new category named Fashion and Architecture in which we will talk about this mix! Do you like the idea?

ps. Drawing dresses coordinated to the house is the outcome of a extreme research that will costs to van de Velde a lot of critics, one of the most famous was made by Adolf Loos.

Biblio: Kenneth Frampton – Storia dell’architettura moderna

6 pensieri su “Fashion and Architecture

  1. bellissima rubrica!! sono davvero curiosa di tutto ciò che riuscirai a raccontarci e farci scoprire dello strano e affascinante connubio moda e architettura!! :)

    • Ciao Massimo! link aggiornato!
      trovi comunque il racconto nel libro “Parole nel vuoto” in particolare questo si chiama “A proposito di un povero ricco”!
      alla prossima! :)

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