Lady in yellow

Erano gli inizi del XX secolo quando, in una Vienna in piena trasformazione, un gruppo di pittori e architetti decidono di staccarsi dall’Accademia di Belle Arti per formare un gruppo autonomo, dotato di una propria indipendenza e di una propria sede: il palazzo della Secessione Viennese. Max Kurzweil è uno di questi e diventerà editore e illustratore della rivista ufficiale della secessione, Ver Sacrum.

Nel 1899 dipinge questa Donna in abito giallo, Martha, sua la moglie.

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It was the beginning of the twentieth century when, into a evolving Vienna, a group of painters and architects decided to break away from the Academy of Fine Arts to form an independent group, with its own independence and their own building: the palace of the Viennese Secession. Max Kurzweil is one of these and become a publisher and illustrator of the official magazine of secession, Ver Sacrum.
In 1899 he painted this woman in yellow dress, Martha, his wife.

Femme à la cravate noir

“L’uomo è un mondo che a volte vale mondi interi”
MODIGLIANI
 lettera a Zborowski, 1919
” The man is a world that sometimes is entire worlds”
MODIGLIANI
letter to Zborowski, 1919

modigliani

Ritratto di donna con cravatta nera, 1917, olio su tela, 65×50, Musee de l’Orangerie, Parigi

La pennellata veloce, i famosi colli allungati, la figura definita che diventa un tutt’uno con lo sfondo, gli inconfondibili occhi monocromatici pieni di malinconia: da un miglio si può riconoscere un dipinto di Modigliani.

Ma Il Ritratto di donna con cravatta nera occupa un posto speciale nel mio cuore: una tenerezza e un’intimità diverse dagli altri ritratti sono mirabilmente espresse da una tenue palette di grigi, segretamente sporchi di caldi gialli, a cui osano opporsi solo ed esclusivamente quelle labbra di fiori rossi.

nkj

Una serie di curve: la spalla, la guancia,l’altra guancia, le sopracciglia, la cravatta.

“All’origine di questa simultaneità di curve non c’è la stesura cromatica del fauves , ma la scomposizione cubista.”

Ma allora…

“Perchè Modigliani, dopo aver assimilato la sintassi cubista, non la porta alle ultime conseguenze?Perchè ritorna al tipo tradizionale del ritratto e del nudo? Perchè, invece di risolvere in un’unica architettura cose e spazio, isola un frammento di spazio reso significativo, sensibilizzato dalla presenza di una persona fisionomicamente e psicologicamente caratterizzata? Non serve tirare in ballo la situazione italiana (…) non c’entra. Tutto ciò che Modigliani ha di italiano è l’inquietudine interna (…). Perciò non accetta l’idea di una pittura analitica, la pittura deve essere poesia.”

Questo mi sembra uno dei punti più importanti da cui partire per imparare e leggere le sue opere. Non oso aggiungere altro di cui non so, ne’ voglio tediarvi con note biografiche (seppur la sua vita sia stata ricca di episodi da raccontare a partire dal momento della sua nascita), ma per questo vi rimando ad un ottimo film “I colori dell’anima”, che ben ne descrive la vita.

(anche nel film ci sono delle incongruenze storiche però)

dettaglio mio

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L’acrobata

“Mio padre aveva occhi azzurri, ma le sue mani erano piene di calli. Egli lavorava, pregava e taceva. Anch’io ero così taciturno come lui. Che ne sarebbe stato di me? Dovevo restare così per tutta la vita, seduto davanti ad una parete oppure trascinare anch’io barili? Osservai le mie mani. Erano troppo delicate….dovevo cercare una professione particolare, un’occupazione che non mi costringesse a voltare le spalle al cielo e alle stelle e che mi consentisse di trovare il senso della mia vita. Sì, cercavo proprio questo. Ma nella mia patria nessuno aveva mai pronunciato prima di me le parole “arte, artista”. “Che cos’è un artista?” mi chiesi”.                                                                           MARC CHAGALL

“My father had blue eyes, but his hands were full of calluses, He worked, prayed and remained silent. I was silent like him. What would happen to me? Had I to remain in that situation for all my life long, sitting in front of a wall or dragging barrels? I watched my hands. They were too gentle…I had to look for a particular work, a work that wouldn’t force me to turn my back to the sky and to the stars and that would help me to find the sense of my life. Yes, I was searching just this. But in my country nobody knew the words “art,artist”. “What is an artist?” I wondered?                                                                MARC CHAGALL 

L’acrobat, 1930, olio su tela, 65×32 cm, Centre George Pompidou, Paris

“Mi tuffo nelle mie riflessioni e volo al di sopra del mondo”           MARC CHAGALL

“I dive into  my reflections and I fly above the world”                                  MARC CHAGALL    

A small synthesis for the foreign readers: Continua a leggere

MA…Composition in red, yellow and blue

“Costruisco combinazioni di linee e di colori su una superficie piatta, in modo di esprimere una bellezza generale con una somma coscienza. La natura (o ciò che ne vedo) mi ispira, mi mette, come ogni altro pittore, in uno stato emozionale che mi provoca un’urgenza di fare qualcosa, ma voglio arrivare più vicino possibile alla verità e astrarre ogni cosa da essa, fino a che non raggiungo le fondamenta (anche se solo le fondamente esteriori!) delle cose… Credo sia possibile che, attraverso linee orizzontali e verticali costruite con coscienza, ma non con calcolo, guidate da un’alta intuizione, e portate all’armonia e al ritmo, queste forme basilari di bellezza, aiutate se necessario da altre linee o curve, possano divenire un’opera d’arte, così forte quanto vero”

“I built combinations of lines and colors on a flat surface, to express an overall beauty with a sum conscience. The nature (or the things i see) inspires me, puts in me, as in the other artists, an emotional state of mind that makes me urgently do something, but I want to arrive so close to the truth to extract everything from it, until i arrive to the foundations (even if they are just the external foundations!) of the things…I think it’s possible that, through horizontal lines and vertical ones, made with conscience and not with calculations, led by an high intuition and brought to the harmony and to rhythm, these basilar shapes of beauty, helped with other lines or curves, can be a masterpiece, as strong as real.”

Piet Mondrian, Composition in Red, Yellow and Blue, 1927, Olio su tela, 61×40 cm, Stedelijk Museum, Amsterdam

Scomporre la realtà per comprenderla è ciò che distingue il contemporaneo dal moderno. Quando Mondrian fonda con Theo van Doesburg il movimento artistico De Stijl, da il suo contributo a rafforzare questo concetto. Pur cercando l’armonia e l’unità nelle sue opere, preferisce all’organicità tipica degli antichi, una frammentarietà che cambierà il mondo, sino a diventare oggi la sua più forte, e a volte triste, caratteristica. La mia riproduzione, di cui questa volta non sono parte integrante, mira a rappresentare l’unità che ricercava Mondrian tramite frammenti e oggetti con i quali ci circondiamo quotidianamente.

Break up the reality to understand it, is what differs the contemporary from the modern. When Mondrian found the artistic movement De Stijl with Theo van Doesburg, he gives his contribution to  make this concept stronger. While looking for the harmony and the unit in his works, he prefers  to the organicity typical of the ancient world, the fragmentary that will change the world, and that will became its most important, and sometimes sad, feature. My work wants to represent this unit Mondrian was looking for through fragments and objects that surround us everyday.

STARRING:

ENJOY!!

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Ritratto con capelli tagliati

“Guarda che se ti volevo, era per i capelli, ora che sei calva non ti voglio più”

Mira que si te quise, fué por el pelo, Ahora que estás pelona, ya no te quiero

See, if I loved you, it was for your hair, now you’re bald, I don’t love you any more”
Questa volta non voglio aggiungere niente riguardo l’artista o il dipinto.
Voglio soltanto stuzzicare la vostra curiosità a riguardo!
Vi dico soltanto che Frida è stata una donna ammirevole a mio parere!
Dopo aver deciso di fare questo post, mi sono trovata casualmente a rivedere il film che descrive la sua vita, e ho deciso di guardarlo più attentamente della prima volta. E’ stato davvero coinvolgente!
Potete cliccare qui per vedere il trailer.
Sono molto curiosa di leggere il vostro parere a riguardo e di avere nuovi spunti e suggerimenti!
Grazie ad Elisabetta, Kekka Des e Kekka Bat!
This time I don’t want to add anything about the artist or the picture.
I just want to tease you and say that Frida was an admirable woman according to me!
After that I decided to do this post, I perchance saw the movie about her life for the second time. It has been really engaging!
You can see the trailer here.
I’m curious to know your thoughts and your suggestions!
Thanks to Elisabetta, Kekka Des and Kekka Bat!

 

 

Ritratto della giornalista Sylvia von Harden

“Io devo dipingerti! Io semplicemente devo!…Tu rappresenti un’intera epoca!”

“Così, tu vuoi dipingere i miei occhi smorti, le mie orecchie ornate, il mio lungo naso, le mie labbra sottili; tu vuoi dipingere le mie mani lunghe, le mie gambe corte, i miei piedi grandi- cose che possono solo spaventare la gente  e rallegrare nessuno?

“Tu ti sei caratterizzata brillantemente, e tutto quello che porta ad un ritratto rappresentativo di un’epoca non riguarda la bellezza esterna di una donna, piuttosto la sua condizione psicologica.”(1)

‘I must paint you! I simply must! … You are representative of an entire epoch!’
‘So, you want to paint my lacklustre eyes, my ornate ears, my long nose, my thin lips; you want to paint my long hands, my short legs, my big feet—things which can only scare people off and delight no-one?’
‘You have brilliantly characterized yourself, and all that will lead to a portrait representative of an epoch concerned not with the outward beauty of a woman but rather with her psychological condition.'(1)

1926 olio su tavola(120×88), Centre Pompidou, Parigi

Quando ho visto questo ritratto lo scorso Ottobre al Pompidou, ne sono rimasta particolarmente colpita per la sua forte carica comunicativa. Si tratta di una delle migliori opere di Otto Dix, maggiore esponente della corrente della Neue Sachlichkeit (Nuova Oggettività). I dipinti di Dix sono aperte proteste contro gli orrori della guerra, e spesso rappresentano lavoratori, mutilati e prostitute. In questo ritratto invece, egli cerca di racchiudere il fascino decadente della Germania della Repubblica di Weimar. Dix è consapevole del mutamento dei tempi, e vuole che il soggetto divenga espressione di una società che si avvia alla modernizzazione.

When i saw this picture last October in Paris,i completely felt in love with it because it has a strong communicative charge. Continua a leggere