Biennale di Venezia. Sensazioni dall’arsenale.

(…) “E’ allettante immaginare che la buona architettura sia in conseguenza della libertà, sia intellettuale che pratica,  ma la comprensione dei limiti, il coordinamento dei vincoli e la mediazione delle resistenze sono fondamentali per una sana cultura dell’architettura. E’ solo attraverso il dialogo e la volontà di capire le diverse questioni e le responsabilità che entrano in gioco nel processo del fare architettura, che queste forze possono essere incanalate verso un risultato significativo. Se si accetta questo, allora dobbiamo anche accettare il fatto che la buona architettura non dipende solo dal genio e neppure che si possa ottenere solo attraverso il conflitto e a dispetto delle circostanze. Il talento e la creatività individuale dipendono e contribuiscono a una cultura ricca e complessa, fatta di affinità condivise, riferimenti e situazioni difficili che danno validità e significato non solo all’architettura ma al posto che essa occupa nella società. (…) “Common Ground”  ci offre il pretesto per considerare gli sforzi degli architetti non come gesti isolati e alla moda , ma come parte di una ricerca intellettuale, sociale e fisica ricca e continua che trova senso solo in termini di problematiche condivise, ma anche nel desiderio di dare un contributo significativo al nostro mondo fisico.”

David Chipperfield

direttore artistico della 13° Mostra Internazionale di Architettura

Meno esuberante delle edizioni precedenti. Forse più tecnica. Un ingresso semplice e poco stupefacente che riesce a sorprenderti solo arrivata all’installazione Gateway di Norman Foster, Carlos Carcas e Charles Sandison. Anche se gli spunti come quelli di Bernard Tschumi architects non mancano sin dall’inizio: “Common ground or commonplace?” “Architecture is not only what it looks like but also what it does” “Architecture is not so much the knowledge of form but a form of knowledge”…

Molto interessante l’ingresso alla quinta stanza con Museum of copying di FAT e l’installazione di Cino Zucchi  Copycat Empathy and Envy as form-makers in cui il tema ripetizione-variazione è protagonista e dimostra quanto le famiglie di oggetti, e quindi anche di architetture, pur nella loro somiglianza, affermano l’importanza della varietà.

Affascinante Architecture and Affects Farshid Moussavi: una stanza buia sulle cui pareti vengono proiettate immagini di edifici o parti di essi, che diventano delle splendide texture giganti!

La Hadid invece non si smentisce mai, e dimenticandosi totalmente del “Common Ground”, si esibisce con una sua autocelebrativa installazione portando avanti solo ed esclusivamente la sua ricerca personale. A seguire l’esatto opposto: la Wall house dell’indiana Anupama Kundoo, dove abbondano materiali poveri, come vasi di coccio, usati nella costruzione di una casa in scala 1:1 molto semplice, ma ingegnosa ed ecosostenibile.

Gli spazi che ospitano le nazioni che non hanno dei veri e propri padiglioni all’interno dei giardini occupano quasi tutta la seconda ala dell’arsenale con le loro ricerche, le video-installazioni, plastici e progetti, che si concludono con la divertente installazione dell’Irlanda dove Heneghan Peng Architects hanno creato delle grandi panchine mobili altalenanti, proprio come quelle dei bambini nei parco-giochi.Poco coinvolgete e con un ingresso dal tema già trito e ritrito per il padiglione Italia curato da Luca Zevi. Purtroppo non sono riuscita ad andare oltre, perdendomi la parte curata da Michelangelo Pistoletto e quella di Alvaro Siza Vieira causa chiusura Arsenale.

Avete ancora tempo fino al 25 Novembre per visitare la mostra! Qui potete trovare tutte le info sulla Biennale. Non sempre troverete cose intriganti o che rispecchiano il vostro punto di vista, ma sicuramente gli spunti che può offrire questo evento sono davvero tanti, ed ovviamente non  mancherà di darvi una panoramica sull’attuale stato dell’architettura nel mondo!
Prossimo post sui giardini, stay tuned!!! 😉
The Biennale of Architecture in Venice always offers a panoramic on the actual architecture world. There are a lot of installation about the main theme, “Common Ground”…and many others that lose sight of it! You can visit it untill 25 November finding all the info you need here. Stay tuned for the next post about Giardini pavillons! 😉

4 pensieri su “Biennale di Venezia. Sensazioni dall’arsenale.

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