Addio a Gae Aulenti

Prima di pubblicare il mio post sui giardini della Biennale di Venezia, mi sembra doveroso dedicare un post a questa donna straordinaria che si è spenta ieri, 1 Novembre 2012, all’età di 84 anni in quel di Milano. Sto parlando di Gaetana Aulenti, detta Gae. Classe 1927, figlia di genitori pugliesi, si laurea in Architettura al Politecnico di Milano nel 1953.

Donna determinata e talentuosa, si fa notare da subito in un campo in cui sono gli uomini che dettano legge e che hanno sempre fatto la storia. Viene non a caso soprannominata ”la signora dell’architettura”. Con un’eleganza fuori dal comune che la rendeva semplice e sofisticata allo stesso tempo, è stata una instancabile e appassionata lavoratrice.

Dal 1955 al 1965 fa pate della redazione della rivista ”Casabella-Continuita”’ diretta da Ernesto Nathan Rogers e dal 1974 al 1979 e’ nel comitato direttivo di ”Lotus International”. Sul fronte universitario inizia la carriera come assistente prima di Giuseppe Samonà presso la cattedra di composizione architettonica all’Istituto Universitario di Architettura di Venezia, e poi di Ernesto Nathan Rogers presso la cattedra di composizione architettonica al Politecnico di Milano. Dal 1976 al ’78 collabora con il regista Luca Ronconi a Prato al Laboratorio di Progettazione Teatrale, realizzando numerose scenografie.

Formatasi nel contesto architettonico italiano degli anni Cinquanta, la Aulenti fa parte di quella corrente che si pone come reazione al razionalismo e che si concretizza nella nuova corrente del neoliberty. Un recupero del forme del passato interpretate in chiave contemporanea, senza però risultare fuori luogo, ma generando spazi organici e armoniosi. Il suo nome è legato soprattutto al progetto per il Musee d’Orsay, (antica stazione ferroviariaria di Parigi) aperto al pubblico nel 1986, del quale ha curato sia i restauri che l’allestimento. In assoluto uno dei luoghi più belli che io abbia visitato nella capitale francese.

Famosa per la ristrutturazione di Palazzo Grassi a Venezia, l’Istituto Italiano di Cultura a Tokio, il Palavela di Torino per i Giochi Olimpici Invernali, l’allestimento del Centre Pompidou a Parigi, la ristrutturazione di piazzale Cadorna a Milano e di Palazzo Branciforte a Palermo e molte altre Architetture, è stata anche un’abile Designer per numerose aziende italiane e non. La lampada Pipistrello dalle linee decò, Il simpatico tavolino Tour per Fontana Arte, e la sinuosa sedia a dondolo Sgarsul, moderna rilettura della poltrona a dondolo n°1 prodotta da Thonet nel 1862, sono solo alcuni dei pezzi di design che ha sapientemente progettato.
Nel 2004 apre lo studio Gae Aulenti Architetti Associati. Non ha mai abbandonato la sua attività, lavorando fino all’ultimo: ha ricevuto personalmente, il 16 ottobre scorso, la Medaglia d’Oro all’Architettura alla Triennale di Milano. Ultimo dei numerosi premi e riconoscimenti ricevuti durante la sua lunga carriera di Architetto. 

Una donna da ricordare. Un esempio da imitare.

Before publishing my Venice day II post about Biennale, I want to say goodbye to this woman with this post. Her name was Gaetana Aulenti, called Gea. She was born in 1927, from south Italy parents, graduated in Architecture at the MIlan Polytechnic in 1953. Determined and talented in a woking world made of men, she was called “Mrs. of Architecture”. She had a style that was simple and elegant at the same time and worked for Casabella and Lotus. She also taught with Samonà in Venice, Nathan Rogers in Milan and drew theaters sets with Ronconi. Her style can be defined a neoliberty style, because of her interest in the recovery of pasts forms reinterpreted in a contemporary way. Her most famous project is the Musee d’Orsay in Paris, an old station reused as museum. She has been a famous designers as well recovering the old liberty lines in her furnitures. In 2004 opened the studio Gae Aulenti Associated Architects. The last October 16 received the gold medal for Architecture at the Triennale in Milan, the last of many prizes she has received during her long career. A woman to remember. An example to imitate.

8 pensieri su “Addio a Gae Aulenti

  1. Bellissimo post per una grandissima donna!! Ti auguro la stessa carriera (e qualche decina d’anni in più di vita!!) :)

  2. Grande Gae Aulenti!!! è molto bello il tuo post; hai sintetizzato perfettamente il segno lasciato da questa donna nell’architettura.
    Anch’io ti auguro la stessa carriera e una vita ancora più lunga 😉

    • Ti ringrazio tanto cara per il tuo augurio, sono sempre molto onorata di leggere il tuo apprezzamento per i miei post! Credo che sia un buon punto di partenza avere come esempio i più grandi, per qualsiasi cosa noi aspiriamo a fare nella vita! un abbraccio!

  3. Pingback: Com’era Nordico il Design Italiano - BLOG ARREDAMENTO

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