A casa di… Gaetano Dimatteo

 

Oggi abbiamo il piacere di pubblicare questa intervista a Gaetano Dimatteo che, aprendoci le porte della sua dimora novasirese, ha scambiato due chiacchiere con noi!

Brevemente: Dimatteo è un artista, scenografo e pittore che nasce in quel di Nova Siri nel 1949. Durante la sua attività lavora come scenografo per la Rai e per numerosi teatri italiani. Noto per le sue conoscenze e frequentazioni in campo artistico come Dario Bellezza, Alberto Moravia, Rocco Barocco, Michele Placido, Anna Maria Ortese, ma anche per le sue mostre monografiche su Carlo Levi, Anna Magnani, Luchino Visconti, Maria Callas, vanta numerose opere esposte nei musei di tutto il mondo.

Avendo frequentato l’artista e conoscendo le sue ultime mostre, siamo rimaste affascinate da questa persona così  interessante ed è proprio questo il motivo che ha spinto me e la mia cara amica Elisabetta a fare una chiacchierata con lui per scoprire qualcosa in più rispetto al Gaetano che tutti conoscono!

Sono le 18,30 di un caldo pomeriggio di Agosto e Gaetano ci accoglie nel suo splendido salotto-giardino. Il tavolo che qualche giorno prima era addossato ad una siepe oggi è spostato. “L’ho messo nella posizione più giusta in cui un tavolo deve stare. Al centro” ci dice.

Ci accomodiamo sulle poltroncine di vimini e, mentre ci racconta come è andata la serata precedente, fa capolino in giardino il suo amico giornalista Mario Rivelli. Il suo primo intervistatore. Una casualità. Con un po’ di imbarazzo dopo questo fortuito battesimo, riusciamo a fare la nostra prima domanda.

1.Tutti conosciamo il Gaetano Dimatteo artista. Il Gaetano di oggi. Raccontaci della tua infanzia.

“Ne è passato di tempo, e i miei ricordi sono molto grigi…”

Probabilmente lo fa in maniera inconscia e naturale -penso tra me e me- ma mi accorgo che appena inizia a parlare i suo ricordi si tingono di colori.

“…però quello che ho più chiaro nella mente è il ricordo di mia nonna, Filomena Stigliano. Lei aveva un negozio, una specie di emporio. C’era la salumeria, il tabacchi, la gelateria e la merceria tutto in uno. Se tu entravi e volevi del filo rosso per ricamare, lei aveva una cassettiera dove c’erano tutti questi fili. Il filo nero, il filo rosso, il filo giallo. Ed io, che ero un bambino curioso, ero sempre affascinato da questi cassetti da dove uscivano fili coloratissimi. E poi ricordo di quando con mio nonno facevano i gelati. Con una specie di  paletta d’acciaio giravano insieme tutti gli ingredienti. Giravano e rigiravano. Erano dei sapori genuini. Posso dire che in quel periodo stavo davvero bene con me stesso, anche se ero solo un bambino.”

 2.Quale credi che sia la funzione di un artista all’interno di una piccola comunità e quale il suo influsso sulla cultura e l’estetica del paese?

“Nonostante varie vicissitudini nella mia vita, io sono stata sempre una persona molto libera. Quindi ho guardato con attenzione la crescita di questo paese. Continuerò sempre a dire che noi viviamo in un posto molto bello e importante dal punto di vista ambientale. Basti pensare a quell’angolo tra Basilicata e Calabria sul nostro mare che potrebbe essere una bella cartolina da vendere. Le dune, i fiori. Credo che prima di influire sulla cultura e sulla società di un luogo, bisogna amarlo. Nova Siri va amata!”

3. A proposito di questo, qual è il tuo rapporto con i luoghi? Sappiamo che hai passato un periodo della tua vita a Zante, in Grecia, ed in Germania.

“La mia pittura è una pittura impressionista, l’ho studiata con molta attenzione, anche se mi sarebbe piaciuto molto approfondire la pittura di Sautin e Klimt. Quindi non guardo i paesaggi rurali e agricoli, sono più sofisticato. E’ per questo che il luogo ha molta importanza per me. Durante i miei due anni nella splendida isola di Zacinto e poi nel periodo seguente ad Atene, ho imparato il piacere intellettuale di capire i colori, la natura della Grecia. Tutti sorridono, è una delle terre più belle del mondo. Il mio amico Dimitri mi diceva sempre quanto a lungo un essere umano dovrebbe vivere per conoscere le isole della Grecia. E poi il mio lavoro mi ha portato, con le scenografie, in luoghi nuovi e mai visti. I luoghi sono diventati tanto importanti da trasformarsi in padre, madre, sorella…”

 4. Parlaci invece del tuo rapporto con la moda.

“Qui ho bisogno di fare un ritorno al negozio della nonna, il mondo di colori da cui ero attratto. Ma anche un affascinante mondo di pizzi e di merletti. In quel periodo mio nonno era andato in America a fare il sarto. Era un uomo bellissimo ed elegante. Quando tornò portò a mia madre e a mia zia ciprie, rossetti e piumini, che qui erano delle preziosità, considerando che eravamo sul finire della guerra. Così mia madre iniziò a mettere il rossetto, ed anche io di nascosto mi truccavo e mi mettevo i tacchi. Ecco, penso che abbiate fatto centro chiedendomi di quei ricordi. Penso che sia nata tutta in quel periodo la mia attenzione per i dettagli…”

E continua a non sfuggirgli neanche adesso, penso. Lo si nota dalla sua attenzione agli accessori di oggi: tre fili di perle, un giro di corallo e un cappellino nero con delle delicate paillettes. Ma anche dai cappelli e dalle calzature che decora e che indossa nelle occasioni più importanti.

“…così è nata la prima edizione di Basilicata moda, di cui ho curato la regia e la scenografia. Ricordo Michele Miglionico, Marta Marzotto, che presentò una collezione di gioielli, Rocco Barocco. 20 anni di moda purtroppo mai festeggiati. Ho amato queste cose perchè mi sono sempre appartenute e le ho sempre fatte perchè ne avevo il desiderio.”

“Ora vi mostro l’oggetto più importante e caro che ho, la scatola che mi portò mio nonno dall’America. Aspettate…”

Mentre va a prendere la scatola io ed Elisa ci guardiamo. Ci brillano gli occhi. Siamo lusingate. Avere il privilegio di vedere una cosa così personale!!

 5. Un’ultima  domanda. Cos’è per te la bellezza?

“La bellezza? Due bei vasi di begonie ben sistemati. Oppure i girasoli che mi ha regalato l’altro giorno la mia cara amica Wilma Vernocchi.”

Facciamo qualche ultima foto prima di salutare Gaetano, contente per un piacevole e diverso pomeriggio passato in compagnia!

Elisabetta, the little china-girl 

 I ringraziamenti a Dimatteo sul libro “Luchino Visconti in Basilicata”. (Dimatteo ha curato, prima dell’uscita del libro, una mostra su Visconti)

Potete trovare una biografia più approfondita e i contatti di Gaetano Dimatteo cliccando qui! Oppure contattarlo su facebook cliccando qui!

A little english translation for the foreign readers:

This is an interview we did at the artist Gaetano Dimatteo during a beautiful afternoon spent at his house.

1. We know your artistic life. Tell us something about your memories.

” I remember my grandmother shop. She sold lot of things. The thing that I liked so much was a drawer full of sewing thread. There was the balck sewing thread, the red one, the yellow one. And I was so attracted by this drawer. I also remember when she and my grandfather did the ice-cream. It was a genuine taste. I think I was happy, even if I was just  a child.”

2. What’s your role as artist in a little city like this?

“I’m a free person. And I’ve been always very attentive to the growth of this city. There are a lot of beautiful places here that could be the subjects of postcards. But I think that before  having an influence on the place you live in, you have to love that place. Nova Siri needs to be loved!”

3. By the way, what’s your relation with the places in your work?

“Mine is an impressionistic painting, so the places are very important for me. I remember when I spent two years of my life in Greece in the island of Zakynthos and then in Athen. There I had the intellectual pleasure to understand the colors and the nature of Greece. There was my friend, Dimitri, that always told me how a men should live only to know the beauty of greek islands. I can also say that in my work, with the sets, I visited new and unknown places. There is a point in your life where a place became your father, your mather, or your sister…”

4. What’s your relation with fashion?

“Now I need to come back to my grandmother shop. That fantastic world full of colors but also full of laces. In that period my grandfather returned from America where he worked as tailor. He was so elegant and handsome. The presents he gave to my mother and to my aunt were lipsticks and powders. I started to wear lipsticks and heels as my mother did. I think you girls, guess that was the most important period of my life and in that period was born my attention to details and accessories. I think this is the reason why I gave life to Basilicata fashion, an event that brought here lots of important people such as Rocco Barocco. I love this things because they have been owned to me since I was a child!”

5. The last question. What’s the beauty for you? 

“Two jars of beautiful begonias. Or the sunflower my friend Wilma Vernocchi gave me!”

You can find more bio information here, and his Facebook contact here.

4 pensieri su “A casa di… Gaetano Dimatteo

  1. e brava Anna!!! Resto sempre più stupita dal gusto raffinato e dalla bellezza di quello che scegli di comunicare attraverso questo blog!!

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