El Día de San Sebastián

Il 20 Gennaio è stato il giorno di San Sebastiano. Un giorno atteso con ansia da tutti gli abitanti. È piuttosto particolare: i preparativi febbrili iniziano il giorno prima. Per le strada bambini e adulti corrono a comprare tamburi e cose da mangiare. Le famiglie a casa fanno una cena per festeggiare il santo, ma pochi minuti prima della mezzanotte tutti si riversano in Plaza de la Costitutición. È la piazza principale, in cui una volta facevano la Corrida de Toros ed i balconi erano affittati come posti a sedere di un teatro, ecco perché le finestre sono numerate. Nella plaza c’è un grande palco ed è illuminata a giorno. Tutti attendono il rintocco della mezzanotte. Sul palco fanno il loro ingresso strani personaggi: chi vestito come un cuoco con forchettoni, secchi rovesciati e bacchette e chi come il corpo musicale militare del 1800. Le campane suonano, la folla impazza ed inizia un inno con tanto di colpi di tamburi e secchi, che tutti, con grande precisione ritmica, accompagnano. Piuttosto straniti dai vestiti e dagli strumenti che usavano, chiediamo spiegazioni. Un gruppo di giovani ci risponde che sono vestiti da cuochi perché a Donostia si mangia bene. Ok… risposta sbagliata, si mangerà pure bene, ma non mi sembra una buona motivazione per giustificare tutto ciò. Camminiamo tra la folla, chiediamo a un tizio vestito da cuoco e ci dà una buona risposta. Continua a leggere

Ritratto della giornalista Sylvia von Harden

“Io devo dipingerti! Io semplicemente devo!…Tu rappresenti un’intera epoca!”

“Così, tu vuoi dipingere i miei occhi smorti, le mie orecchie ornate, il mio lungo naso, le mie labbra sottili; tu vuoi dipingere le mie mani lunghe, le mie gambe corte, i miei piedi grandi- cose che possono solo spaventare la gente  e rallegrare nessuno?

“Tu ti sei caratterizzata brillantemente, e tutto quello che porta ad un ritratto rappresentativo di un’epoca non riguarda la bellezza esterna di una donna, piuttosto la sua condizione psicologica.”(1)

‘I must paint you! I simply must! … You are representative of an entire epoch!’
‘So, you want to paint my lacklustre eyes, my ornate ears, my long nose, my thin lips; you want to paint my long hands, my short legs, my big feet—things which can only scare people off and delight no-one?’
‘You have brilliantly characterized yourself, and all that will lead to a portrait representative of an epoch concerned not with the outward beauty of a woman but rather with her psychological condition.'(1)

1926 olio su tavola(120×88), Centre Pompidou, Parigi

Quando ho visto questo ritratto lo scorso Ottobre al Pompidou, ne sono rimasta particolarmente colpita per la sua forte carica comunicativa. Si tratta di una delle migliori opere di Otto Dix, maggiore esponente della corrente della Neue Sachlichkeit (Nuova Oggettività). I dipinti di Dix sono aperte proteste contro gli orrori della guerra, e spesso rappresentano lavoratori, mutilati e prostitute. In questo ritratto invece, egli cerca di racchiudere il fascino decadente della Germania della Repubblica di Weimar. Dix è consapevole del mutamento dei tempi, e vuole che il soggetto divenga espressione di una società che si avvia alla modernizzazione.

When i saw this picture last October in Paris,i completely felt in love with it because it has a strong communicative charge. Continua a leggere

Last piece of life

Feste con blog in regalo, lampadari spaziali, torte tanto deliziose da leccarsi i baffi,capodanno con partenza, frattali di cavolfiori, gattini in fila, fiori sui davanzali e un caffè in compagnia…ecco l’ultimo periodo raccontato dalle mie foto!

Parties with blog as presents, space lamps, cakes so delicious you have to mouth-watering, fractal cauliflowers, kittens in a row, flowers at the windows and a coffee with friends…here it is my last period life!

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San Sebastian – Camminando per la Ciudad

Sono passati dieci giorni e ora posso dire di orientarmi abbastanza bene. Dopo aver visto la Parte Vieja, il Monte Urgul, il Centro con la Cattedrale, la Bahía de La Concha e la Playa de Zurriola in Gross, mi sono spostato ancora più a ovest verso l’estrema sinistra della Concha. Qui ho potuto ammirare una scultura molto imponente incastrata nella roccia. Il suo nome è “Le Peine del Viento” dell’architetto Luis Peña Ganchegui e dello scultore Eduardo Chillida, originario di San Sebastián. La scultura è posizionata in un punto particolarmente ventoso per la sua forma rappresenta un particolare pettine, da cui il nome: Il Pettine del Vento. Oltre alle sculture in ferro, nel suolo sono scavati dei passaggi per l’acqua che, in seguito alla spinta delle onde, generano delle colonne di vapore verso l’alto. Quando ho visitato il posto il mare era in burrasca, le onde alte si infrangevano sugli scogli, l’acqua di mare nebulizzata bagnava tutto, ma lo spettacolo era incredibile! Successivamente ho esplorato la zona che costeggia il Rio Urumea, fino ad arrivare al Parque Cristina Enea. Esso è dedicato ai pavoni, ne sono presenti una ventina. Il parco è molto isolato, direi ottimo per meditare. Il giorno seguente ho seguito il Passo Nuevo che circonda il Monte Urgul. Il percorso è molto suggestivo in quanto ci si trova tra la montagna e il mare oceanico che ha un effetto ipnotico a causa della potenza delle sue onde. Si passa in meno di quanto si possa pensare da una parte all’altra della città giacché, in fin dei conti, è piccola e cioè che ti sembra lontano in realtà è vicino. Se proprio non si vuole camminare si possono utilizzare gli autobus, passano molto frequentemente, sono puliti ed efficienti. Tuttavia in una città fortemente incentrata sul surf non possono mancare mezzi di trasporto alternativi, infatti è molto usuale vedere persone di qualsiasi età percorrere le infinite piste ciclabili in sella alle loro bici, sopra gli skateboard, con i pattini, o qualche altro mezzo improbabile altrove.

Vi lascio guardare le foto, fra cui alcune sono state scattate nuovamente nella Concha, luogo in cui, anche se visto tante volte, è difficile rimanere indifferenti.

Francesco

Hi guys! I’m always here in San Sebastían! You can see more photos from the sculpture “The Wind Comb”, the park Cristina Enea, in which there are a lot of peacocks, near the river Urumea and at the all time beautiful bay Concha.

See you soon,

Francesco

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Un pomeriggio in mansarda

Metti un pomeriggio due cugine in mansarda, qualche vestito vintage, una vecchia valigia in cartone e stoffa della nonna, una valigetta in paglia della prozia, il tv portatile del nonno e uno di quei telefoni che per comporre il numero ci mettono un secolo e se sbagli sono guai…ed ecco cosa succede!

A afternoon, two cousins in the mansard, some vintage dress, an old grandmother paperboard and cloth suitcase, a little great-aunt straw suitcase, the grandfather’s portable TV and  one of that telephone that you need half a century to dial and if you make a mistake you are in trouble…and this is what happens!

Pinspire

Oggi ho creato il mio primo album su un nuovo social network dedicato interamente al photosharing. Si chiama PINSPIRE, un’idea tutta italiana, ma disponibile in più lingue! Si possono creare album con le proprie fotografie oppure salvare immagini che ci interessano su altri siti “pinnandole” e condividendole con gli altri membri del socialnetwork. Ho trovato l’idea molto interessante perchè spesso mi trovo a salvare immagini che mi piacciono su internet, ma, passato un po’ di tempo, tendo a dimenticare la fonte da cui provengono. Con Pinspire non solo questo problema sembra risolto perchè, cliccando sull’immagine, si è rimandati direttamente alla pagina web dalla quale è stata pinnata, ma anche perchè diventa a sua volta fonte di nuove ispirazioni, essendo possibile “ripinnare” foto da altri album! Queste sono solo alcune delle funzioni…

Trovate il mio album di ispirazioni qui.

 

Today I created my first album on a new social network entirely based on photosharing. It is called PINSPIRE, an italian idea, but available in many languages! You can create album with your own photos or save imagines that you like on other sites “pinning” and sharing them with the other members of the social network. I found the idea really interesting because I always save images that i like on the net, but some time later i forget  the source from which they come. With Pinspire you can solve this problem because the image is linked with the site it cames from, and it is also a source of other inspiration because you can “re-pin” photos from a lot of albums! These are just some of the functions…

You can find my inspiration album here.

Fatemi sapere cosa ne pensate, se vi sembra una idea interessante, o se lo usate già!

Let me know what do you think about it, if you find it interesting or if you already use it!